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L’Inter ci crede e cala il poker da Champions

L’Inter ci crede e cala il poker da Champions

L’Udinese schiantata da Icardi e compagni ora rischia seriamente la retrocessione

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UDINE. L'Inter schianta l'Udinese e rimane in corsa per il quarto posto che vale la qualificazione alla Champions. I bianconeri escono dal terreno di gioco tra i fischi dei propri tifosi, al termine di un'altra pesante sconfitta. Il baratro della B è a un passo.

Tre a zero e gara virtualmente chiusa già nel primo tempo.

Non c'è storia nel lunch match della trentaseiesima giornata di campionato. In campo, allo stadio Friuli Dacia Arena, è scesa soltanto l'Inter di Spalletti. La cura Tudor in casa Udinese, che ha optato per Balic mezz'ala e De Paul alle spalle di Lasagna, non ha sortito alcun effetto su una squadra che rimane in completa amnesia.

Bastano i primi minuti di gioco per capirlo. Un quarto d'ora o poco più e i nerazzurri potrebbero essere già avanti tre a zero. Solo due salvataggi provvidenziali di Danilo sulla linea di porta evitano la debacle immediata. Al 6', a Bizzarri battuto, salva su colpo di testa di Perisic su assist di Cancelo. Al 16', dopo l'uscita di Bizzarri su Icardi, il capitano bianconero dice ancora no alla conclusione dello stesso Perisic che raccoglie palla e calcia verso la porta sguarnita.

Tutto inutile però perché la solita amnesia difensiva su calcio d'angolo lascia lo spazio a Ranocchia per saltare più in alto di tutti e colpire di testa. Il difensore nerazzurro mette il suo sigillo su una gara che avrebbe dovuto guardare dalla panchina, schierato all'ultimo al posto di Miranda, fermato da un risentimento muscolare subito nel riscaldamento.

I nerazzurri incrementano meritatamente il vantaggio, capitalizzando allo scadere della prima frazione di gara.

Protagonista Icardi che al 44' serve in profondità Rafinha, bravo a infilare in rete di sinistro, e due minuti più tardi raccoglie sulla destra un assist di Perisic e da posizione defilata calcia sul primo palo. L'Udinese ha un unico sussulto di orgoglio, al 36', con un filtrante di De Paul per Lasagna che si ritrova proiettato a tu per tu con Handanovic, che respinge la conclusione.

Non c'è storia neppure nella ripresa quando l'Udinese resta in inferiorità numerica. Mazzoleni fa ricorso al Var per un fallo di Fofana su Perisic e decreta il rosso diretto per il bianconero. L'Inter controlla la gara senza fatica e appena ha l'occasione cala il poker con Borja Valero.

Una deviazione su un tiro di Perisic fa finire il pallone sui piedi dello spagnolo che calcia di destro sul secondo palo, tra le gambe di Widmer. E dagli spalti della curva nord, riempita dalla componente ultras solo nella ripresa in segno di protesta contro i Daspo a sette tifosi, si alza il coro "devi spendere" all'indirizzo della società. Nel finale l'Inter sfiora anche il quinto gol con una conclusione a botta sicura di Karamoh che si stampa sulla traversa.

«La squadra ha fatto bene fin dal primo minuto, ha preso possesso del match subito, quindi bisogna farle i complimenti. Siamo ancora convinti di poter arrivare in Champions, ma immagino che Roma e Lazio direbbero la stessa cosa. Noi abbiamo il dovere di finire bene: la squadra è cresciuta, ma dobbiamo continuare a farlo anche nelle ultime due partite». Così il tecnico dell'Inter, Luciano Spalletti, che continua: «Oggi, a inizio secondo tempo, abbiamo perso qualche pallone di troppo e questo è un atteggiamento che purtroppo abbiamo, ma che dobbiamo correggere. Se può esistere un'Inter senza Icardi, al di là della Champions? Dipende sempre dall'eventuale sostituto - risponde il tecnico - ma certo lui è un top player, un giocatore eccezionale che sa dove arriva il pallone per fare gol. In quel ruolo, in area di rigore, è il giocatore più forte che abbia mai allenato. Deve migliorare un po’ nella partecipazione alla manovra, ma già quest'anno è cresciuto anche da questo punto di vista». Quanto alla riconferma in panchina, Spalletti chiarisce: «Io non chiedo niente, non pretendo di meritare niente».

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