La corsa più bella dritta in serie B
L’onda amaranto travolge i giocatori del Livorno
LIVORNO. «Serie B, serie B». Si alza fortissimo il grido dei 9mila del Picchi al triplice fischio. L’appello di non invadere il campo, lanciato timidamente dallo speaker Gabriele Favilli, è caduto nel vuoto. Già dai minuti di recupero buona parte dei tifosi della Nord erano sulla pista di atletica a cantare ed esultare. Troppo grande la gioia di uscire dall’inferno della C. E così, finita la partita, si sono viste scene che quasi avevamo dimenticato.
Il campo che si riempie di gente in pochi secondi, i tifosi che corrono all’impazzata per andare ad abbracciare i giocatori, strappandogli di dosso tutto quello che avevano di amaranto, Sottil portato in trionfo, pezzi di rete della porta violata da Vantaggiato strappati e portati a casa. Gente di ogni età che si abbraccia e si bacia, magari senza conoscersi, ragazzi che inseguono i calciatori, persone anziane che piangono.
«L’ultima volta ci vollero 30 anni – racconta commosso uno sportivo in su con l’età e con il cappellino amaranto – non pensavo che avrei rivisto la serie B». E così qualcuno si lascia trasportare fin troppo dall’entusiasmo: «Sottil portaci in Europa» urlano dei tifosi al mister, che risponde sorridendo. L’immancabile «chi non salta è un pisano» stavolta lo cantano tutti. E tutto lo stadio saltella, come fosse un gesto di liberazione dopo mesi di paura e ansia. Ma adesso è il tempo della festa e degli applausi. Come quelli che hanno ricevuto Luci e compagni che, uno ad uno, sono sfilati nel rotondino della tribuna, ricevendo ovazioni e cori di ringraziamento.
E pensare che all’inizio nessuno ci credeva. I 9mila dell’Ardenza non pensavano che oggi sarebbe arrivata la serie B. Il Siena avrebbe battuto il Piacenza e tutto sarebbe stato rimandato di una settimana. Scaramanticamente, la curva non aveva nemmeno preparato una scenografia. Gli ultrà, però, avevano chiesto ai tifosi di presentarsi allo stadio con sciarpe e bandiere del Livorno in modo da colorare per tutti i 90’ gli spalti. E infatti una muraglia amaranto ha fatto da coreografia umana all’ingresso delle squadre in campo. Dalla gradinata, invece, sono stati lanciati in aria una marea di coriandoli per un effetto veramente bello.
Prima del match, tra l’altro, i ragazzi della curva hanno consegnato mille euro all’associazione You4er in ricordo di Lorenzo Mazzoni, recentemente scomparso per un incidente in porto. Poi tutti sono tornati ai propri posti. E per 90 minuti la Nord ha preso in mano le redini del tifo, con tutto il pubblico che si è fatto trascinare in un vortice di emozioni culminato nel tripudio finale.
In balaustra c’era pure uno striscione in greco per congratularsi con i fratelli dell’Aek che ha vinto il campionato ellenico. Il gol della Carrarese è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Lo 0-1 avrebbe abbattuto chiunque, ma non gli ultrà che, anzi, hanno cantato ancor più forte. «Forza ragazzi» è stato scandito subito dopo lo svantaggio, con la Nord che non si è mai zittita un attimo ed è esplosa quando Vantaggiato ha segnato l’1-1. L’emozione è stata talmente forte che il tamburo ha continuato a rullare anche nell’intervallo. Poi, nella ripresa, un occhio puntato verso il campo e l’altro sul cellulare, per controllare il risultato del Siena, che ne frattempo stava perdendo. E quando è arrivato il secondo gol, tutti in piedi a gridare, quasi come se il Livorno avesse segnato. Era il preludio della serie B, era il preludio della meritatissima festa finale.
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