Brosio portafortuna e Romano: ora pensiamo al futuro
«Chi sarà il nuovo mister? Ovviamente quello vecchio. Il contratto di Sottil prevede il rinnovo automatico in caso di promozione. È dunque questo il primo tassello da cui ripartire per la prossima...
«Chi sarà il nuovo mister? Ovviamente quello vecchio. Il contratto di Sottil prevede il rinnovo automatico in caso di promozione. È dunque questo il primo tassello da cui ripartire per la prossima stagione». Parole e musica di Marco Arturo Romano, vice presidente della società con il 28% di quote che ha il cuore nello zucchero e stringe un sacco di mani una volta entrato nella pancia dello stadio. «Le cose sofferte sono le più belle – riprende – e in più vissute assieme ad un pubblico stupendo. Voglio fare i complimenti alla città, ai tifosi e se mi permettete, alla proprietà. Noi azionisti abbiamo davvero patito in questo ultimo periodo. Siamo una società da altra categoria, siamo un pubblico da altri palcoscenici e lo si è dimostrato in questa partita della vita. Inizia adesso una nuova era, andatene certi. Ora concedeteci un po’ di pausa, poi tutti a testa bassa per fare il bene del Livorno».
È arrivato e ha subito vinto un campionato. «Direi che sono arrivato nel momento opportuno – risponde – per dare un contributo alla squadra anche in qualità di direttore generale. Quando cioè Spinelli dopo la partita di Olbia, atterrato a Genova, mi convocò per darmi il nuovo incarico per dare una sterzata». Ma Spinelli resta o rileverà lui la società con altri soci? «Discorsi al momento, prematuri. Certo è che quando si sale di categoria possibili compratori si trovano meglio. Ed eventuali soci non mancherebbero».
Ti volti e trovi Paolo Brosio. Un vero portafortuna. Prima al Picchi contro il Pisa, ora ricompare contro la Carrarese. Nella prima occasione la definitiva svolta per rimettere le mani sul campionato, nella seconda si festeggia matematicamente la serie B. «Eh, ma qui c’è Montenero», sorride: «Questa città mi sta aiutando da un anno nei progetti dei poveri, dei detenuti, dei senzatetto, degli alluvionati. In cielo non si occupano di calcio, hanno da sbrigare cose più importanti. Ma quando il risultato coincide con il disegno di Dio, c’è da pensare che qualcuno, lassù, abbia strizzato l’occhio». E con la mamma pisana come la mette? «Si mette male. Vorrà dire che mi lascerà fuori di casa per una notte». (f.l.)
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