L’ultima speranza è ancora Sottil
Nuovo cambio di allenatore, fatale per Luciano Foschi l’ultimo tracollo sul campo di Olbia
Ci viene in mente quella vecchia canzone di Vasco: “Ci fosse anche solo una probabilità, giocala...”. Ecco, oggi forse il Livorno ha solo una probabilità, e forse ha scelto di giocarsela nel modo giusto. “Forse”, perché ormai le certezze le abbiamo ahinoi perse da tempo.
Come vi spiegavamo ieri, lungi da noi l’idea di far diventare Sottil un martire: ha commesso molti errori anche lui e il crollo è avvenuto sotto la sua guida. Per cui a un certo punto è stato inevitabile l’esonero. Questo per essere onesti. Però oggi la carta Sottil è forse l’unica che ci potevamo ancora giocare. Per due ragioni: 1) Foschi è persona eccezionale dal punto di vista umano ma in questo momento non poteva più incidere sulla squadra per svariate ragioni, anche di spogliatoio. 2) A quattro giornate dalle fine puoi solo mettere dentro uno che conosce l’ambiente e non uno che non saprebbe distinguere la faccia di Montini da quella di Kabashi.
Oggi il Livorno è un po’ come il paziente con l’encefalogramma piatto, al quale metti le piastre sul petto per rianimarlo. La prima scossa (arrivo di Foschi) ha funzionato ma per poco, adesso ne serviva un’altra. Un tentativo per non morire.
Poi è chiaro che, viste le ultime partite, sarebbe banale e pure un po’ stupido pensare che il ruolo dell’allenatore possa adesso trasformare un gattino in un leone. Il Livorno oggi non ha identità tattica (abbiamo provato tutti i moduli del mondo), non ha condizione fisica (tanti della vecchia guardia come Valiani, Vantaggiato, Luci, stanno raschiando il barile, a gennaio non è stato azzeccato niente) e non ha adeguata personalità (perché sennò i bimbi del 2000 dell’Olbia nel secondo tempo entravano in campo con la cresta bassa...).
E allora cosa facciamo? Si alza bandiera bianca? Ci arrendiamo tutti? Richiamare Sottil forse era l’unica mossa da provare. Visto che i tifosi non si sono arresi e meritano rispetto, ora pretendiamo che non lo faccia neanche la squadra. Tantopiù alla vigilia del derby col Pisa. Dove non ci arrivano le forze fisiche, ci deve arrivare l’orgoglio. Fateci vedere che ne avete un po’.
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