Il Tirreno

Livorno

Don Bosco dorme e quando si sveglia Firenze è lontana

di Francesco Parducci

Per due quarti i rossoblù non mordono (3 falli in 20’) e per la capolista è un regalo troppo grande

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FIRENZE. Un pessimo approccio alla partita condiziona già dal primo quarto la prestazione del Don Bosco, spianando la strada ai padroni di casa oltre le aspettative. Per contrastare la fisicità dei fiorentini coach Russo prova a cominciare con un quintetto alto, con Orsini play, Korsunov da 2, Bianco 3, Zanini 4 e Fantoni 5 e difesa individuale, ma la stessa è lenta, costantemente in ritardo e il Pino scappa via subito con Poltroneri (già in doppia cifra a metà quarto) e Magini.

Le cifre di fine primo quarto, quando i biancorossi hanno già abbondantemente doppiato il Don Bosco sono significative: Firenze ha tirato 4/5 da 3, 5/9 da 2 con l'aggiunta di 13 rimbalzi, per gli ospiti un misero 2/12 da 2, 2/6 da 3 e 6 rimbalzi.

Può darsi che l'assenza di Graziani, impegnato a Mannehim con la nazionale under 18 dove ha fattivamente collaborato alla conquista del terzo posto nel “mondialino” di categoria, abbia inconsciamente condizionato il resto della squadra, facendo pensare a una partita senza la minima speranza. Fatto sta che nel secondo quarto non cambia niente, se non il punteggio che continua a dilatarsi a favore dei fiorentini che conducono in assoluta scioltezza toccando i 20 punti di vantaggio già poco oltre la metà del periodo (42-22 al 15'30”).

Si va avanti così, quasi per inerzia, temendo in oltre metà partita simile a un lunghissimo garbage time, minuti spazzatura, quello che nessuno vorrebbe mai vedere in una partita di basket. Per fortuna non sarà così, ma un'occhiata alle cifre di metà partita, dove si arriva sul 51-28, fa capire con quale e quanta remissività la partita sia stata affrontata dai giovani del Don Bosco, quasi fosse una inutile formalità di calendario: Firenze tira 8/14 da 3 e 13/21 da 2, Don Bosco 3/12 da 3 e 7/19 da 2.

Poltroneri e Magini in due hanno segnato 30 punti, due in più dell'intera squadra rossoblu. Stride, e non poco, quel 3 alla casella dei falli fatti, 3 in 20 minuti, come se alzare le mani su un avversario fosse peccato grave, meglio evitare.

Nell'intervallo lungo Russo si fa sentire, chiede una difesa almeno degna di questo nome e qualcosa ottiene. Firenze vola ancora Filippi (schiacciata), Goretti e Poltroneri fino al 63-35 del 25'07”, massimo vantaggio dell'incontro che però vede, da quel momento, una lenta ma costante risalita del Don Bosco anche se dire che i padroni di casa abbiano vissuto veri momenti di paura sarebbe eccessivo. Sale di tono Fantoni, assente dagli allenamenti per tutta la settimana causa mal di schiena, ma da lì in poi l'uomo più in vista della partita, fino a chiudere con 25 punti (record personale in Gold) con 11/12 ai liberi e 8 falli subiti. Prima un 2+1, poi una tripla, poi addirittura un gioco da 4 punti (tripla + libero aggiuntivo). Gli dà una mano Bonaccorsi e anche se a fine terzo quarto niente sembra essere cambiato (69-46), l'inizio dell'ultimo qualche brivido ai fiorentini riesce pur a metterlo: parziale di 0-9 all'interno del quale Salvetti effettua addirittura un quadruplo cambio, segno che sente il bisogno di dare una scossa alla partita. La tripla di Bonaccorsi riporta il primo punteggio “normale” da tanto tempo a questa parte (69-55, 31'53”), il canestro in appoggio di Bianco vale il 70-58 con ancora quasi 7' da giocare: nel basket mai dare per finita una partita.

Ma la capolista è squadra troppo esperta per cadere, specie in casa, nella trappola della paura: Zappia ne mette 4 in fila e riporta il margine attivo in sicurezza (74-58 al 34'16”), il solito Poltroneri con la tripla della staffa (77-60 al 34'54”), con prima e dopo altre due realizzazioni da sotto di un indomito Fantoni. E' finita, il Don Bosco ha speso quel (poco) che aveva. Ma nei 15 minuti successivi all'intervallo lungo Firenze ha segnato solo 23 punti, e i rossoblu 32. Con Graziani e un altro approccio alla partita, chissà...

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