Il Tirreno

Livorno

«Tocca a noi, non ci sono più alibi»

Foschi e il caso-Spinelli: «A volte dopo certi episodi si diventa più forti di prima» 

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LIVORNO. Foschi, alla vigilia di una partita che vale un campionato. È il primo dei due impegni al Nespoli (l’altro sarà con l’Arzachena) e si è a un bivio. Sette giorni prima del derby.

Come si affronta una partita così al termine di una settimana movimentata?

«I ragazzi sono consapevoli dell’importanza di questi 90’. Se le cose sono rientrate, vedi la vicenda Mazzoni-Vantaggiato, è perché il merito è di tutti. Da Protti a Signorelli, ai giocatori e per finire, ma non per ultimo, al presidente. A volte, non tutti i mali vengono per nuocere. Anzi, si diventa più forti di prima».

Come approcciarsi, e, soprattutto, con quale modulo?

«L’approccio alla partita è semplice e con un unico imperativo: giocare bene, amor proprio, intelligenza e non gettare al vento le opportunità che si sapranno creare. Essere cinici e spietati, insomma. Sul modulo, vedremo. Dopo Arezzo, abbiamo provato diverse situazioni e credo che qualcuna di esse possa fare al caso nostro in funzione del nostro avversario».

Ecco, l’avversario. che già all’andata fu battuto nel finale...

«Giocano un buon calcio e sono anche molto affiatati. Molti di loro sono insieme da tempo e costituiscono quindi un complesso da rispettare».

Vincere, sarebbe un gran colpo...

«Sappiamo che col Siena ce la giocheremo fino all’ultimo secondo del campionato. Siamo sulla carta in grado di fare 13 punti da qui al 6 maggio e questo deve rappresentare il nostro obiettivo da raggiungere. Giocare a ritmi così serrati non aiuta. Tuttavia, avremo certamente forze fresche in campo che potranno aiutare il Livorno a centrare il traguardo. Non abbiamo più nessun alibi».

Franco e Murilo sono assenze gravi però...

«Lo dicono le statistiche del campionato. Ma sono convinto che chi li sostituirà non ce li farà rimpiangere».

Doumbia a quando in campo?

«Da lunedì, sarà di nuovo in gruppo. Chissà che non sia una freccia buona per uccidere il Pisa...». (f.l.)

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