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«Finalmente abbiamo imparato a soffrire»
LIVORNO. «Abbiamo iniziato a lavorare tutti insieme a luglio e siamo cresciuti molto. È vero, ultimamente abbiamo avuto un mese e mezzo di grosse difficoltà, ma il merito di questa vittoria con il...
LIVORNO. «Abbiamo iniziato a lavorare tutti insieme a luglio e siamo cresciuti molto. È vero, ultimamente abbiamo avuto un mese e mezzo di grosse difficoltà, ma il merito di questa vittoria con il Siena va soprattutto a chi ci ha lasciato. Avevamo fatto anche una conferenza, chiedendo di poter finire la stagione con quello staff tecnico, ma è il presidente che ci mette i soldi. Ed è giusto che decida lui». Andrea Luci aveva pensato a un ritorno in campo diverso. L'ultima volta che lo avevamo visto era con il Cuneo. Il capitano uscì dal campo con un rosso diretto in seguito a un fallo di frustrazione. Sembra passata un'eternità, sono solo 3 settimane.
Ieri è tornato e per 90' ha provato a mettere tutti i pensieri da una parte, cercando solo di ottenere la vittoria più importante dell'anno. «La nostra fortuna – ha detto dopo il triplice fischio – è stata quella di aver incontrato il Siena proprio in questo momento. Queste sono partite che si preparano da sole perché sai di affrontare uno squadrone, che fino all'inizio del match era in testa alla classifica. Perciò le motivazioni erano altissime».
Ma in campo, non ci si va con la classifica. Ci si va con il cuore e con l'elmetto. E gli amaranto martedì hanno combattuto da eroi. «Ci abbiamo messo la voglia e il carattere che sono mancati da gennaio in poi. Il nostro obiettivo, comunque, è sempre stato quello di vincere il campionato e lo rimane ancora adesso. D'ora in poi tutti ci affronteranno con il coltello tra i denti, perciò dovremo sempre soffrire così. Magari non come contro il Siena, che ha dimostrato di essere una grandissima squadra alla quale faccio i complimenti. Ma comunque dovremo tirare fuori gli artigli sempre. E se giocheremo 8 partite così, sono sicuro che vinceremo il campionato». Adesso finalmente si può voltare pagina e guardare al futuro con ottimismo. «Mi sono promesso che non guarderò più la classifica. Mancano 8 gare e sappiamo che se le vinciamo tutte, andiamo in B. Dobbiamo tornare umili e concentrati, pensando a partita dopo partita».
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