Il presidio
Cuore e (santo) Var La Viola si rilancia sprofonda il Toro
Gli arbitri al monitor correggono tre volte Gavillucci Veretout sbaglia un rigore, poi segna. Thereau decide al 49’
TORINO. Se quella contro il Benevento era stata la vittoria del dolore, questa per la Fiorentina è stata la vittoria del cuore. E anche del Var, grande protagonista al Grande Torino nel riprendere le sviste e ribaltare le decisioni dell’arbitro Gavillucci, fino a portare i meritati tre punti nelle casse viola grazie a un calcio di rigore a recupero quasi scaduto.
A Torino con i granata la Fiorentina non vinceva da 10 anni, dal 4-1 del 2008. Ci è riuscita ieri con un 2-1 nella prima trasferta senza Astori omaggiato a inizio match dai tifosi di casa – gemellati con i viola – con striscioni e applausi. E alla fine, quando la tensione e la soddisfazione per un successo così pesante (terzo consecutivo) si sono sciolte, il capitano è stato ancora ricordato con un abbraccio tra i giocatori e Pioli e una corsa sotto il settore che ospitava i 700 sostenitori viola. Il verdetto della partita sancisce ufficialmente la crisi di un brutto e spento Torino (al 4° ko consecutivo e contestato dai suoi tifosi) e ridà slancio alla classifica della Fiorentina, ora a tre punti dalla zona Europa League.
Al di là del risultato e del gioco, il Var è stato i vero protagonista correndo ben tre volte in soccorso all’arbitro Gavillucci, sfortunato pure con l’auricolare mal funzionante. Nei primi minuti, l’arbitro ha concesso rigore alla Fiorentina per un presunto contatto in area fra Moretti e Simeone. Forti le proteste del difensore granata («Dillo che non ti ho toccato» l’appello all’attaccante viola). Il Var ha poi dato ragione a Moretti: niente rigore. Il secondo episodio, poco dopo. Cross di Biraghi che sembra finire sul fondo senza gloria. Il viola protesta animatamente mentre dal Var richiamano ancora l’arbitro: è stata rilevata una deviazione con un braccio di De Silvestri. Gavilucci va a guardare le immagini e concede il penalty. Veretout però calcio male e Sirigu para.
Il centrocampista viola però non si è lasciato demoralizzare (primo rigore fallito della stagione) e così pure la sua squadra che ha sempre tenuto in pugno il match fino a passare in vantaggio a inizio ripresa con lo stesso Veretout, pronto a rubare il pallone ad Acquah e a sbloccare il risultato con un tiro da bomber di razza.
Il terzo e ancora decisivo intervento del Var è in pieno recupero, al 94’, quando suggerisce all’arbitro (ancora disattento) di assegnare un altro rigore alla Fiorentina per tocco di mano di Ansaldi su cross ancora di Biraghi: senza la “moviola” l’episodio sarebbe finito nel dimenticatoio e la gara si sarebbe chiusa sull’1-1. Sul dischetto stavolta un altro francese, Thereau: avrebbe voluto tirarlo Chiesa ma Pioli ha deciso per l’ex attaccante dell’Udinese: «Thereau non era entrato bene in partita, ma la sua freddezza però è stata decisiva», dice il tecnico. Infatti Thereau, al contrario del connazionale, non ha sbagliato facendosi perdonare così l’errore commesso poco prima, sul momentaneo 1-1 timbrato da Belotti, unico vero affondo granata di tutto il match.
Sarebbe stata una beffa per questa Fiorentina tornare con un solo punto alla luce della prestazione, del cuore, del carattere messi in mostra. «Sarebbe stato un peccato non vincere, giochiamo e lottiamo per Astori – ribadisce Pioli – Temevo questa settimana, avevo paura che la gara di domenica scorsa ci avesse tolto tante energie. Ma i ragazzi mi hanno fatto ricredere, è bello lavorare con loro». Il presidente esecutivo Cognigni intanto conferma che il centro sportivo viola sarà intitolato ad Astori, il capitano che non c’è più .
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