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A un passo dall’impresa Federer cede solo all’ultimo tie break

A un passo dall’impresa Federer cede solo all’ultimo tie break

Volata mozzafiato, alla fine il successo va a Del Potro Lo svizzero serve per il match ma cala sul piano fisico

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INDIAN WELLS (Usa). A un soffio dall’ennesima impresa. Ma stavolta la magia di Roger Federer si ferma al tie break del terzo set nella finale di Indian Wells, contro Juan Martin Del Potro autore di una prestazione quasi perfetta. Lo svizzero di ferma dopo 17 vittorie di fila, sotto il sole californiano, in una finale bellissima, mozzafiato. Che Roger ha perso, poi riacciuffato, poi perso ancora. Alla fine il numero 1 del mondo ha pagato la fatica dei tre set giocati anche ieri con Coric, e dopo quasi tre ore di battaglia l’uktimo tie break non ha avuto storia. Onore all’argentino, che vince meritatamente 6-4, 6-7, 7-6 (l’ultimo a 2) ma ancora una volta Federer ha deliziato gli amanti del tennis. L’umiltà nella perfezione del gesto. L’intelligenza tattica, la capacità di tirare fuori il colpo da marziano quando la palla pesa una tonnellata. Sembrava che quel break al nono game del set decisivo potesse ancora una volta fare la differenza, ma al momento di servire per il match qualcosa si è rotto, il cortocicuito, soprattutto atletico, è stato decisivo.

Il torneo femminile è andato a Naomi Osaka. Nella finale sul cemento americano ha battuto 6-2 6-3 (in soli 70') la russa Daria Kasatkina. La giapponese, al primo titolo Wta, sarà domani nelle Top 30. Cresciuta negli Usa, non ha mai sciolto il legame con la madrepatria, dove torna talvolta ad allenarsi per mantenere il confronto tra le culture e della quale conserva i modi gentili e mai sopra le righe e una straordinaria etica del lavoro. Entrata a Indian Wells da 44 del mondo ne esce da nuova n°22. Nella sua cavalcata, in cui ha lasciato un solo set nel corso del torneo, ha eliminato Sharapova, Radwanska, Karolina Pliskova, e la numero uno Halep.

Berrettini vola. Era dal novembre 2007 che un italiano sotto i 22 anni non entrava tra i Top 100. Allora ci riuscì Fabio Fognini oggi - con l’ufficializzazione della classifica Atp di ogni lunedì - viene certificata l’impresa di Matteo Berrettini, 21 anni e 9 mesi, che si piazza direttamente nella casella numero 95 della classifica mondiale. Il ragazzo ha disputato a Irving, sobborgo di Dallas, la finale di uno dei Challenger di più alto livello, perché raduna gli esclusi dal tabellone principale di Indian Wells in California. L’avversario era Mikhail Kukushkin, 30 anni, arrivato in carriera fino a quota 46 del ranking Atp. La partita ha avuto fasi di alterno predominio fino al terzo set, durante il quale il romano non è più riuscito a tenere il contatto con il kazako di origini russe, molto più esperto. Il risultato finale (6-2 3-6 6-1 in un’ora e 43’) va valutato alla luce dell’intero torneo, che Berrettini ha giocato con autorevolezza.

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di Redazione web