Il Tirreno

Livorno

«Il Portuale ora è uscito dal tunnel»

di Nicolò Cecioni
«Il Portuale ora è uscito dal tunnel»

Il dg Simone Fermi e il nuovo progetto «Allenatori di valore e idee chiare»

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LIVORNO. «Il mio credo è sempre stato quello di far crescere i ragazzi nel modo migliore. L'obiettivo non dev'essere il raggiungimento del risultato a ogni costo, ma il raggiungimento del risultato deve avvenire attraverso la maturazione e l'espressione del gioco del calcio». Simone Fermi è arrivato al Portuale Guasticce nella primavera del 2017 e dopo neanche un anno di lavoro, i frutti del suo impegno stanno portando dei risultati.

Tra scuola calcio e settore giovanile, infatti, la società guidata dal presidente Roberto Angarelli può vantare oltre 250 tesserati e questo non può che far piacere al dg. «Sono diventato direttore generale del Portuale Guasticce a maggio dell'anno scorso e la situazione era tutt'altro che rosea perché c'erano degli strascichi del passato che andavano sistemati. Con impegno, lavoro e passione siamo riusciti a uscire dal tunnel e adesso possiamo guardare al futuro con ottimismo. Non abbiamo fatto niente di eclatante, ma ci siamo dati degli obiettivi, degli step da raggiungere, che stiamo raggiungendo passo passo».

Un ruolo fondamentale in questa vera e propria rinascita lo ha avuto Massimo Gulì, che è diventato il responsabile della scuola calcio del Portuale Guasticce. «Lui è una persona preparata e precisa che sa quello che vuole. Ecco perché le cose nella scuola calcio vanno bene. Dal 2005 al 2012 abbiamo tutte le categorie, con istruttori validi e preparati che puntano alla crescita dei ragazzi». E da questo punto di vista gli innesti importanti sono stati tre. «Inspiegabilmente c'erano tre allenatori di grande livello che erano rimasti liberi e li abbiamo presi noi. Il 2002 lo abbiamo dato a Riccardo Cipriani, il 2004 ad Alberto Dal Canto e il 2005 a Cristiano Bucchioni. Questi tre si uniscono a Luca Macor, che era già con noi e che si occupa del 2003. Il progetto è molto importante, per questo ho scelto tecnici di qualità perché credo che la scuola calcio si alla base della piramide che sorregge il gioco del calcio. Tra 2001 e 2012 abbiamo più di 250 tesserati e tutti devono sentirsi a casa».

E per grandi e piccini, una cosa è fondamentale per tutti: la tecnica. «Per i piccoli la parte ludica viene prima di tutto, ma anche loro, così come i ragazzi più grandi, lavorano sulla tecnica. Per questo abbiamo Roberto Cecchi, un vero e proprio “maestro di calcio” che si occupa di educazione tecnica calcistica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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