Il Tirreno

Livorno

RICHIAMARE MONTELLA E SUBITO

di CORRADO ORRICO

Un disastro annunciato. La sintesi della crisi profonda del Milan è spietata, e l'unica soluzione per uscirne sarebbe richiamare di corsa Montella. Nulla contro il pur volenteroso Gattuso, ma qui non...

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Un disastro annunciato. La sintesi della crisi profonda del Milan è spietata, e l'unica soluzione per uscirne sarebbe richiamare di corsa Montella. Nulla contro il pur volenteroso Gattuso, ma qui non si tratta di "dare scosse" o lavorare sui nervi come si fa con una squadra che lotta per salvarsi. La realtà rossonera è ben diversa: qui si è partiti con una rosa nuova, poi rivelatasi in parte formata da giocatori non da Milan, ma comunque giocatori da mettere a posto. Come? Con un lavoro di fino, di cesello. Quel lavoro lo stava facendo Montella, che con ragionamenti analitici aveva compreso le difficoltà dei suoi, e con i giusti correttivi stava sistemando le cose. Stava costruendo una squadra, forse limitata nei valori ma pur sempre una squadra. Invece il tecnico è stato mandato via, proprio quando si vedevano i primi miglioramenti, da una dirigenza che ha fatto solo scelte sbagliate. A cominciare dai 230 milioni spesi per allestire una squadra non all'altezza dei proclami, per poi proseguire con comportamenti che hanno messo in difficoltà l'allenatore. Il sedersi in panchina, le dichiarazioni fuori luogo alle prime difficoltà, sono azioni che hanno avuto un forte peso negativo sul piano del prestigio del tecnico agli occhi dei giocatori. Se Fassone e Mirabelli avessero un po' di coscienza richiamerebbero Montella ammettendo l'errore. Solo così il Milan potrebbe ritrovare una parvenza di logica, almeno in campo. Perché fuori ci sono le note difficoltà societarie, anch'esse ben pronosticabili. I dubbi estivi si stanno tramutando in certezze, perché il tempo è galantuomo. Ancora non si è capito a chi il Milan sia stato venduto, in che mani sia, di chi siano i capitali. Sempre se ci sono, perché ad oggi i cinesi non hanno fatto altro che creare un debito enorme con un fondo di investimento americano. Adesso le scadenze dell'Uefa si fanno impellenti, e il nuovo caso Donnarumma ha un tempismo tutt'altro che casuale. Come già accaduto in estate, il giovanotto si trova tra due fuochi, con un procuratore che batte cassa e una società che al di là delle dichiarazioni di facciata ha tutto l'interesse a vendere un top-player per risanare la grave situazione finanziaria.

(a cura di Giorgio Carlini)

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