Italia
Oddo e Zenga La rivincita dei dimenticati
di GIORGIO BILLERI
10 PJANICIl valore aggiunto, in questo calcio ipertattico, fatto di diagonali, catene laterali e squadre compresse in trenta metri, sono i calci da fermo. Quelle pietre grezze che trovi al limitre...
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10 PJANIC
Il valore aggiunto, in questo calcio ipertattico, fatto di diagonali, catene laterali e squadre compresse in trenta metri, sono i calci da fermo. Quelle pietre grezze che trovi al limitre dell’area e che soltanto i grandi intagliatori fanno diventare diamanti. La Juve il mastro intagliatore ce l’ha, si chiama Miralem Pjanic detto Mire, e la sua missione è aprire partite chiuse e incarognite, come quella di ieri a Bologna. Di destro, di sinistro, non c è problema: il bosniaco è cresciuto nella bottega di Juninho Pernambucano, e si vede.
9 ODDO
Hai capito il ragazzo (40 anni suonati, si fa per dire). Si sta giocando la sua prima avventura professionale di livello con il piglio del predestinato. Tre vittorie di fila che proiettano l’Udinese in pascoli verdissimi, con un vago sentore d’Europa. Capolavoro a San Siro: soffoca le fonti del gioco di Spalletti e abbatte l’Inter con le sue stesse armi: brillantezza fisica, arroganza tecnica.
8 HAMSIK
E’ il manifesto della rinascita, attesa e però clamorosa nelle proporzioni, della creatura sarriana. Il perfetto meccanismo svizzero dell’ex bancario aretino, finalmente, ne esalta le doti di incursore e di finalizzatore. Il piattone, tutt’altro che elementare, che punisce Sirigu nell’angolo alto è di inestimabile valore simbolico, perchè Marekiaro con i suoi 115 sigilli agguanta mica uno qualsiasi: Diego Armando Maradona.
7 PECCHIA
Quando un rossonero vede l’Arena, piazza Bra, il balcone di Giulietta e Romeo, vede l’inferno. Già, ancora una volta è stata fatal Verona, e anche se stavolta non c’è in palio uno scudetto, ma un bel pezzo della crescita dei “Ringhietti”: missione miseramente fallita, ripassare please. Gran parte del merito, però, vogliamo darlo all’avvocato Pecchia? Spernacchiato da mezza serie A, si sta levando belle soddisfazioni.
6 ZENGA
L’Uomo Ragno è ancora vivo, con l’hganno ancora ucciso. Dai commenti non imdimenticabili con la nazionale alla difficile ereduità di Davide Nicola. I tre punti contro il Chievo potrebbero essere robusto trampolino di lancio verso la seconda salvezza consecutiva, che in Calabria avrebbero lo stesso sapore di una Champions League. La strada è lunga, ma con l’Uomo Ragno....
5 FIORENTINA
Passo indietro. Contro la barricata mobile e intelligente proposta da Ballardini, la truppa di Pioli smarrisce le bollicine, offrendo al popolo del Franchi una bibitina che non disseta e lascia la squadra nel limbo della classifica, nè carne, nè pesce. Chiesa guarda, soffre e alla fine decide di mettersi in proprio: è bravo, il figlio d’arte, ma non basta nemmeno lui per evitare lo 0-0.
4SAMPDORIA
Sottile è il confine tra anno indimenticabile e stagione anonima: sembra che alla creatura di Giampaolo sia accaduto qualcosa, fose sindrome da pancia troppo piena. E anche il Sassuolo ban chetta al Ferraris..
3 FLORENZI
Benedetto ragazzo. Hai vinto, senza meritare, al 94’. Riduci le distanze dalla testa della classifica, e cosa fai? Da solo, litighi con mezzo Cagliari, squadra infuriata con Damato, con la Var e con il mondo intero. A volte pensarci una, due, cinque volte è più saggio.
2 SKRINIAR
Dall’altare alla polvere, basta un sabato storto. L’interista che si chiama Milan aveva domato Mertens e Higuain, si è liquefetto improvv isamente contro Kevin Lasagna.
Sic transit gloria football. Paga la poca concentrazione ma anche la partita davvero inquietante dei compagni di reparto e del centrocampo che dopvrebbe proteggerlo.
1 GATTUSO
Povero Rino, lui ce la mette tutta. Strip tease nel gelo, urla belluine, ghigno da Breveheart: le studia tutte per svegliare dal torpore una squadra di mollaccioni, in confusione tattica e soprattutto priva di quegli attributi che gli spagnoli chiamano huevas. Hai voglia di gridare, i tifosi gridino contro Fassone, Mirabelli e i fdantasmi cinesi.
Il valore aggiunto, in questo calcio ipertattico, fatto di diagonali, catene laterali e squadre compresse in trenta metri, sono i calci da fermo. Quelle pietre grezze che trovi al limitre dell’area e che soltanto i grandi intagliatori fanno diventare diamanti. La Juve il mastro intagliatore ce l’ha, si chiama Miralem Pjanic detto Mire, e la sua missione è aprire partite chiuse e incarognite, come quella di ieri a Bologna. Di destro, di sinistro, non c è problema: il bosniaco è cresciuto nella bottega di Juninho Pernambucano, e si vede.
9 ODDO
Hai capito il ragazzo (40 anni suonati, si fa per dire). Si sta giocando la sua prima avventura professionale di livello con il piglio del predestinato. Tre vittorie di fila che proiettano l’Udinese in pascoli verdissimi, con un vago sentore d’Europa. Capolavoro a San Siro: soffoca le fonti del gioco di Spalletti e abbatte l’Inter con le sue stesse armi: brillantezza fisica, arroganza tecnica.
8 HAMSIK
E’ il manifesto della rinascita, attesa e però clamorosa nelle proporzioni, della creatura sarriana. Il perfetto meccanismo svizzero dell’ex bancario aretino, finalmente, ne esalta le doti di incursore e di finalizzatore. Il piattone, tutt’altro che elementare, che punisce Sirigu nell’angolo alto è di inestimabile valore simbolico, perchè Marekiaro con i suoi 115 sigilli agguanta mica uno qualsiasi: Diego Armando Maradona.
7 PECCHIA
Quando un rossonero vede l’Arena, piazza Bra, il balcone di Giulietta e Romeo, vede l’inferno. Già, ancora una volta è stata fatal Verona, e anche se stavolta non c’è in palio uno scudetto, ma un bel pezzo della crescita dei “Ringhietti”: missione miseramente fallita, ripassare please. Gran parte del merito, però, vogliamo darlo all’avvocato Pecchia? Spernacchiato da mezza serie A, si sta levando belle soddisfazioni.
6 ZENGA
L’Uomo Ragno è ancora vivo, con l’hganno ancora ucciso. Dai commenti non imdimenticabili con la nazionale alla difficile ereduità di Davide Nicola. I tre punti contro il Chievo potrebbero essere robusto trampolino di lancio verso la seconda salvezza consecutiva, che in Calabria avrebbero lo stesso sapore di una Champions League. La strada è lunga, ma con l’Uomo Ragno....
5 FIORENTINA
Passo indietro. Contro la barricata mobile e intelligente proposta da Ballardini, la truppa di Pioli smarrisce le bollicine, offrendo al popolo del Franchi una bibitina che non disseta e lascia la squadra nel limbo della classifica, nè carne, nè pesce. Chiesa guarda, soffre e alla fine decide di mettersi in proprio: è bravo, il figlio d’arte, ma non basta nemmeno lui per evitare lo 0-0.
4SAMPDORIA
Sottile è il confine tra anno indimenticabile e stagione anonima: sembra che alla creatura di Giampaolo sia accaduto qualcosa, fose sindrome da pancia troppo piena. E anche il Sassuolo ban chetta al Ferraris..
3 FLORENZI
Benedetto ragazzo. Hai vinto, senza meritare, al 94’. Riduci le distanze dalla testa della classifica, e cosa fai? Da solo, litighi con mezzo Cagliari, squadra infuriata con Damato, con la Var e con il mondo intero. A volte pensarci una, due, cinque volte è più saggio.
2 SKRINIAR
Dall’altare alla polvere, basta un sabato storto. L’interista che si chiama Milan aveva domato Mertens e Higuain, si è liquefetto improvv isamente contro Kevin Lasagna.
Sic transit gloria football. Paga la poca concentrazione ma anche la partita davvero inquietante dei compagni di reparto e del centrocampo che dopvrebbe proteggerlo.
1 GATTUSO
Povero Rino, lui ce la mette tutta. Strip tease nel gelo, urla belluine, ghigno da Breveheart: le studia tutte per svegliare dal torpore una squadra di mollaccioni, in confusione tattica e soprattutto priva di quegli attributi che gli spagnoli chiamano huevas. Hai voglia di gridare, i tifosi gridino contro Fassone, Mirabelli e i fdantasmi cinesi.
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