Il presidio
Vincente e non finisce qui «Cresceremo ancora»
di Fabrizio Pucci
Sottil si gode il primo posto del suo Livorno e affila le armi per il ciclo di ferro Buone notizie per Doumbia: i controlli sono ok e sabato a Siena ci sarà
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Avviso ai condòmini: per visionare l'attico del campionato citofonare Livorno Calcio. Da lassù si gode di una vista favolosa con finestra aperta sui sogni promozione e temperatura mite. Semplici sogni, nulla di più perché a fine ottobre di concreto c'è solo la caduta delle foglie dagli alberi. Intanto però in cima il Livorno ci sta da dio. Niente a che vedere con il grande gelo dei piani sottostanti. Siena -2, Pisa e Olbia -6. Il tutto con gli amaranto che hanno pure salito un piano a piedi mentre le altre hanno sempre usato l'ascensore e devono ancora osservare il loro turno di riposo.
Tutto bello e tutto facile? Bello, anzi bellissimo, sì. Facile no. Perché il Livorno i suoi 26 punti se li è tutti sudati, guadagnati sul campo con rigorosa applicazione degli schemi di Sottil e quell'atteggiamento che rispecchia in pieno il carattere focoso dei suoi tifosi. Con qualche “però” disseminato qua e là per il cammino.
PRIMI TEMPI FRAGILI. Ad esempio la sindrome da “bassa concentrazione” che si era palesata per la prima volta con l'Arezzo e si era ripetuta con la Giana, ha fatto capolino anche con la Pro Piacenza. L'avvio diesel è un difettuccio congenito del motore amaranto sul quale Sottil sa di dover lavorare. E infatti dopo il rotondo 3-0 al Pro Piacenza il tecnico piemontese ha dichiarato che «questa squadra ha ancora grandi margini di crescita».
EFFETTO ALESSANDRIA. Resta fermo il fatto che il Livorno se la gode grazie ai gol di Murilo, ai guizzi vincenti di Doumbia, al ritrovato Vantaggiato e al lavoro oscuro di tutti gli altri. Da quello di Valiani, il Manny Tuttofare de noantri, alla sicurezza del ministro della difesa Gasbarro. Sì, se la gode, il Livorno e lo fa senza paura di finire la benzina come accadde l'anno scorso all'Alessandria di Braglia. Ma sì! Per una volta siamo ottimisti. Questo Livorno ci pare fatto di un'altra pasta. In primis perché sembra più umano di quell'Alessandria. Inoltre ha una panchina più lunga e una tifoseria carica.
DOUMBIA OK. Buone notizie arrivano dall’infermeria. Ieri Doumbia ha effettuato dei controlli dopo il problema muscolare di domenica e non ci sono problemi. Oggi lo rivedremo al campo.
CICLO DI FERRO. Intanto sabato sera a Siena inizia la parte più dura del calendario. Vi immaginate? Un blitz in casa dei bianconeri (manca esattamente dal 10 anni, 11 novembre 2007 2-3), magari qualche altra impresa e via in fuga. Perché – lo hanno detto domenica Luci e Doumbia – uno sguardo alla classifica anche i giocatori ce lo danno. Magari è una sbirciatina distratta, ma intanto l'occhio su quell'attico ci va spesso, nella consapevolezza che quella dimora dorata va blindata. Perché il potere logora. Chi non ce l'ha.
Tutto bello e tutto facile? Bello, anzi bellissimo, sì. Facile no. Perché il Livorno i suoi 26 punti se li è tutti sudati, guadagnati sul campo con rigorosa applicazione degli schemi di Sottil e quell'atteggiamento che rispecchia in pieno il carattere focoso dei suoi tifosi. Con qualche “però” disseminato qua e là per il cammino.
PRIMI TEMPI FRAGILI. Ad esempio la sindrome da “bassa concentrazione” che si era palesata per la prima volta con l'Arezzo e si era ripetuta con la Giana, ha fatto capolino anche con la Pro Piacenza. L'avvio diesel è un difettuccio congenito del motore amaranto sul quale Sottil sa di dover lavorare. E infatti dopo il rotondo 3-0 al Pro Piacenza il tecnico piemontese ha dichiarato che «questa squadra ha ancora grandi margini di crescita».
EFFETTO ALESSANDRIA. Resta fermo il fatto che il Livorno se la gode grazie ai gol di Murilo, ai guizzi vincenti di Doumbia, al ritrovato Vantaggiato e al lavoro oscuro di tutti gli altri. Da quello di Valiani, il Manny Tuttofare de noantri, alla sicurezza del ministro della difesa Gasbarro. Sì, se la gode, il Livorno e lo fa senza paura di finire la benzina come accadde l'anno scorso all'Alessandria di Braglia. Ma sì! Per una volta siamo ottimisti. Questo Livorno ci pare fatto di un'altra pasta. In primis perché sembra più umano di quell'Alessandria. Inoltre ha una panchina più lunga e una tifoseria carica.
DOUMBIA OK. Buone notizie arrivano dall’infermeria. Ieri Doumbia ha effettuato dei controlli dopo il problema muscolare di domenica e non ci sono problemi. Oggi lo rivedremo al campo.
CICLO DI FERRO. Intanto sabato sera a Siena inizia la parte più dura del calendario. Vi immaginate? Un blitz in casa dei bianconeri (manca esattamente dal 10 anni, 11 novembre 2007 2-3), magari qualche altra impresa e via in fuga. Perché – lo hanno detto domenica Luci e Doumbia – uno sguardo alla classifica anche i giocatori ce lo danno. Magari è una sbirciatina distratta, ma intanto l'occhio su quell'attico ci va spesso, nella consapevolezza che quella dimora dorata va blindata. Perché il potere logora. Chi non ce l'ha.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google