Il Tirreno

Livorno

Orgoglio e lacrime: è la vittoria del cuore

di Alessandro Bernini
Orgoglio e lacrime: è la vittoria del cuore

Il Livorno travolge 3-0 l’Alessandria: perla di Maiorino, doppietta di un rinato Vantaggiato. Dedica speciale alla città ferita

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INVIATO A VERCELLI. «Livorno è la mia vita, non solo alla partita». Il primo coro dei 200 di Livorno parte solo a 5’ dalla fine dopo la decisione di restare in silenzio per tutta la partita. Lo ascoltiamo col groppo in gola. Lo stesso groppo col quale abbiamo vissuto il minuto di raccoglimento, col quale abbiamo guardato quello striscione in curva “come l’acciaio resiste la città”, col quale abbiamo visto l’abbraccio tra la squadra e i tifosi a fine partita.

Una vittoria non cancella il dolore. Ma magari, nel suo piccolo, fortifica quel senso di appartenenza che in questi giorni abbiamo sentito forte. Fortissimo.

DOMINIO. Vittoria eclatante nelle dimensioni e nella sostanza. Micidiale il primo tempo del Livorno, chiuso sul 3-0 dopo aver preso a pallonate l’Alessandria. Una dimostrazione di forza impressionante. In ogni reparto. Pirrello e Gasbarro pilastri della difesa, Luci e Giandonato ottimi a dare sostanza a un centrocampo che pure era in netta inferiorità numerica, Maiorino devastante tra le linee, Vantaggiato tornato ai livelli della serie B.

LE TRE PERLE. Tutti da raccontare i tre gol del primo tempo. Uno più bello dell’altro. Il primo di Maiorino è un destro secco, improvviso, da 25 metri che va a finire sul secondo palo. Contropiede da manuale il 2-0: lancio lungo di Maiorino, scappa via Doumbia che al momento giusto serve Vantaggiato, stop del Toro, palla sistemata e destro nell’angolino.

Fantastico anche il 3-0 perché arriva alla fine di una azione manovrata lunghissima che porta 6 uomini fino al limite dell’area, cross al bacio di Giandonato, sul secondo palo dove Maiorino infilerebbe la rete se non ci fosse la netta trattenuta di Casasola: niente paura, dal dischetto ci pensa Vantaggiato.

Stavolta insomma il Livorno ha tradotto in gol la infinita mole di lavoro che invece a Prato era rimasta incompiuta.

CHE PERSONALITÀ. Il suo timbro il Livorno lo ha comunque messo sin dall’inizio. Si attendeva una Alessandria subito arrembante e invece i grigi si sono ritrovati a subire la manovra agile e rapida del Livorno, con gli amaranto bravi soprattutto a salire alti in fase difensiva (5 volte l’Alessandria è finita in fuorigioco nei primi 22 minuti).

Certo, l’Alessandria l’occasione in avvio l’ha anche avuta, ma da calcio d’angolo e per fortuna lo stacco di Casasola ha fatto finire il pallone di poco fuori con Mazzoni che non ci sarebbe arrivato. Ma Cazzola e compagni sono spariti subito. Il Livorno ha iniziato a macinare gioco e al 19’ prima Luci è stato atterrato a un centimetro dall’area di rigore, e sulla punizione seguente di Vantaggiato (finita sulla barriera) è arrivato il gol pazzesco di Maiorino. La reazione dell’Alessandria? Inesistente. Anche perché il Livorno non solo ha tenuto, ma addirittura è cresciuto. Micidiale il contropiede del 2-0 chiuso da Vantaggiato come un vero bomber. Mazzata terrificante per l’Alessandria che pochi attimi prima dell’intervallo si è presa pure il terzo gol per il fallo Maiorino in area: implacabile Vantaggiato dal dischetto e vai col 3-0.

IL MURO. Inevitabile soffrire di più nel secondo tempo. L’Alessandria ha provato un 4-2-4 mettendo dentro un attaccante dietro l’altro, ma il Livorno ha tenuto mantenendo imbattuta la porta per la prima volta in questa stagione. E c’è stato pure il debutto di Martino Borghese, figliol prodigo.

Siamo stati orgogliosi di questa squadra. È solo calcio, ma loro non potevano fare di più. Bravi tutti.

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