Il Tirreno

Livorno

«Mi sento un ghepardo, mi mangio 400 e 800»

di Andrea Masini
«Mi sento un ghepardo, mi mangio 400 e 800»

LIVORNO. Di questi tempi, un anno fa, Gabriele Detti sognava la finale a cinque cerchi. Un anno dopo, al Mondiale di Budapest, si presenta da bronzo olimpico in carica nei 400 e 1500 Stile Libero e...

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LIVORNO. Di questi tempi, un anno fa, Gabriele Detti sognava la finale a cinque cerchi. Un anno dopo, al Mondiale di Budapest, si presenta da bronzo olimpico in carica nei 400 e 1500 Stile Libero e con parecchia voglia di vendicare l’assenza al Mondiale russo (2015). Rio è storia, Budapest il presente. E il livornese da 730 giorni pensa giorno a notte a questo Mondiale.

Saltare Kazan è stato come subire un torno, un gioco del destino che adesso Gabriele è pronto a sfidare con l’obiettivo di migliorare il piazzamento, pur consapevole che ci sarà da sudare le cosiddette sette camicie dinanzi ad una start-list farcita dal coreano Park Horton, Sun Yang e molti altri mezzofondisti pluridecorati in ambito internazionale.

Detti, dopo le medaglie di Rio con quale spirito si approccerà al Mondiale magiaro?

«Caz... to. Il forfait di Kazan legato a questioni di salute non l’ho affatto digerito. Volevo quel Mondiale, e invece… Nel frattempo ho raccolto due bellissimi bronzi a Rio, ma vi assicuro che dentro ho il fuoco e farò di tutto per migliorare i piazzamenti e i miei record in tutte le gare».

Per quale motivo, nonostante le gemme di Rio, le brucia così tanto l’assenza dall’ultimo Mondiale?

«Perché ai Giochi mancava ancora un anno e già a Kazan avrei voluto giocarmi alcune fishes. Così non è stato, e adesso non vedo l’ora di fare all-in a Budapest».

Ha mai fatto un pensiero alle Acque Libere?

«Ora ho in testa ho solo i 400, 800 e 1500 Stile Libero della prossima settimana».

La vigilia è filata via liscia?

«Mi sento veloce, ho svolto lavori leggermente diversi ma per il resto avverto sensazioni assai positive ed è come se stessi vivendo una seconda Rio».

Quindi ci siamo…

«Giovedì siamo atterrati a Budapest e la Duna Arena è qualcosa di meraviglioso. Il lavoro con il Moro (Stefano Morini) è quasi ultimato, ma non dirò mai voglio vincere questa gara o quest’altra. Dico che in testa ho dei pensieri e ce le metterò tutta».

Nei 400 Stile Libero chi vede favorito?

«Con 3’41 si vince la medaglia d’oro e ce n’è più di uno che ce l’ha nelle braccia: Sun Yang (campione olimpico), Park, Horton e altri 3/4 mastini da non sottovalutare».

E negli 800?

«Sono la gara più incerta. E se da una parte è vero che nessuno ha nuotato più veloce di me quest’anno, dall’altra nessuno vuole perderla. Io darò la caccia all’800 perfetto».

Se Gregorio Paltrinieri è un drago, Peaty un leone: lei che animale vorrebbe essere?

«Un ghepardo, perché è rapidissimo. O un pesce altrettanto velocissimo e che magari sta pure bene nel cacciucco (ride)».

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