Saibene e Don Bosco, fine della storia
di Francesco Parducci
Ufficializzata la separazione dal coach, Roberto Russo sempre più vicino al ritorno
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LIVORNO. Scoppia una polemica dai toni forti fra la Libertas e l'amministrazione comunale. A dire la verità per il momento la polemica arriva da una parte sola, quella della Libertas, che in un post dai toni durissimi pubblicato sulla propria pagina Facebook lamenta il mancato rispetto di un accordo di massima preso con il Comune appena qualche settimana fa, dopo la promozione in serie B.
Ieri abbiamo provato a contattare per una replica immediata l’assessore allo sport Andrea Morini ma senza fortuna.
Oggetto del contendere sono gli orari delle palestre: il Comune ha concesso appena tre allenamenti a settimana al PalaMacchia alla squadra di Pardini, ma i vertici gialloblu reclamano la necessità di sette allenamenti da due ore l’una. Ricordando un impegno in tal senso preso dalla giunta appena pochi giorni fa.
Va detto che la Libertas ha i suoi buoni motivi: da un lato è vero che ha la disponibilità in esclusiva del Campus alle Sorgenti e qui il numero, gli orari e la durata di buona parte degli allenamenti potrà comunque deciderli in assoluta libertà. Il problema però nasce dal fatto che più ci si allena nel campo sul quale poi si disputano le partite e meglio è, specie per i tiratori. E poi è vero che chi rappresenta la punta agonistica del movimento, chi partecipa al campionato di rango più elevato merita un trattamento privilegiato nell'interesse non solo suo, ma dell'intero movimento cittadino.
Va anche detto d’altra parte che la qualità degli allenamenti settimanali non è strettamente correlata a dove questi vengono effettuati: lo dimostra il fatto che sebbene la squadra di Pardini al PalaMacchia ci si allenasse poco o punto, questo non le ha impedito poi di vincere il campionato. E poi ad oggi c’è un altro elemento da tenere in consideraione: la gestione del PalaMacchia è di altri, del Don Bosco in particolare, e non deve essere stato facile per l'Ufficio Sport del Comune contemperare diritti già acquisiti dagli uni e esigenze attuali degli altri.
L’INCONTRO COL SINDACO. Tutto nasce da un incontro avvenuto in Comune il 19 giugno, nel quale Gabriele Pardini con l'addetto stampa Edoardo Tamalio e con il presidente onorario Giovanni Pardini si sono recati dal sindaco Nogarin e dall'assessore Andrea Morini. «A seguito di questo incontro - si legge nel post comunicato, teso, viene detto, a suscitare una riflessione pubblica - abbiamo avuto l'impegno che a livello di orari la Libertas (prima realtà cittadina) non avrebbe avuto problemi all'interno del PalaMacchia».
4 ORE E MEZZO A SETTIMANA AL PALAMACCHIA. Le cose però sono andate diversamente. Venerdì sono stati resi noti gli orari provvisori decisi dall'ufficio sport e in casa Libertas è salita la rabbia: «Ci sono stati assegnati 3 allenamenti di 1 ora e mezzo dalla 20 alle 21,30», spiega la società gialloblu.
SOLO A LIVORNO UN TRATTAMENTO COSì. Ed è qui che comincia la parte più dura. «Ci chiediamo - scrivono i vertici libertassini - se una squadra che ha nella propria rosa tutti giocatori professionisti e che si appresta ad affrontare un campionato nazionale per la prima volta a Livorno dopo la sfortunata era Basket Livorno (ma qua la Libertas dimentica quelli disputati, sempre in serie B, dal Don Bosco, ndr), meriti tale trattamento. Cecina, Piombino, Montacatini, Firenze, San Miniato. Empoli, non crediamo abbiamo di questi problemi».
IN B SERVONO 7 ALLENAMENTI DA 2 ORE. «Una squadra di serie B - evidenzia la Libertas - deve sostenere minimo 7 sedute settimanali di 2 ore in orari idonei ad atleti professionisti. Noi crediamo e speriamo che alla fine vengano rispettati gli impegni presi dal Sindaco e dall'Assessore allo sport».
L’ATTACCO AL COMUNE. E qui arriva, preceduta dalla rituale formula «a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina», la stoccata decisiva: «Che la Libertas sia andata in serie B sia cosa mal digerita e per questo va ostacolata o sicuramente non aiutata».
Ieri abbiamo provato a contattare per una replica immediata l’assessore allo sport Andrea Morini ma senza fortuna.
Oggetto del contendere sono gli orari delle palestre: il Comune ha concesso appena tre allenamenti a settimana al PalaMacchia alla squadra di Pardini, ma i vertici gialloblu reclamano la necessità di sette allenamenti da due ore l’una. Ricordando un impegno in tal senso preso dalla giunta appena pochi giorni fa.
Va detto che la Libertas ha i suoi buoni motivi: da un lato è vero che ha la disponibilità in esclusiva del Campus alle Sorgenti e qui il numero, gli orari e la durata di buona parte degli allenamenti potrà comunque deciderli in assoluta libertà. Il problema però nasce dal fatto che più ci si allena nel campo sul quale poi si disputano le partite e meglio è, specie per i tiratori. E poi è vero che chi rappresenta la punta agonistica del movimento, chi partecipa al campionato di rango più elevato merita un trattamento privilegiato nell'interesse non solo suo, ma dell'intero movimento cittadino.
Va anche detto d’altra parte che la qualità degli allenamenti settimanali non è strettamente correlata a dove questi vengono effettuati: lo dimostra il fatto che sebbene la squadra di Pardini al PalaMacchia ci si allenasse poco o punto, questo non le ha impedito poi di vincere il campionato. E poi ad oggi c’è un altro elemento da tenere in consideraione: la gestione del PalaMacchia è di altri, del Don Bosco in particolare, e non deve essere stato facile per l'Ufficio Sport del Comune contemperare diritti già acquisiti dagli uni e esigenze attuali degli altri.
L’INCONTRO COL SINDACO. Tutto nasce da un incontro avvenuto in Comune il 19 giugno, nel quale Gabriele Pardini con l'addetto stampa Edoardo Tamalio e con il presidente onorario Giovanni Pardini si sono recati dal sindaco Nogarin e dall'assessore Andrea Morini. «A seguito di questo incontro - si legge nel post comunicato, teso, viene detto, a suscitare una riflessione pubblica - abbiamo avuto l'impegno che a livello di orari la Libertas (prima realtà cittadina) non avrebbe avuto problemi all'interno del PalaMacchia».
4 ORE E MEZZO A SETTIMANA AL PALAMACCHIA. Le cose però sono andate diversamente. Venerdì sono stati resi noti gli orari provvisori decisi dall'ufficio sport e in casa Libertas è salita la rabbia: «Ci sono stati assegnati 3 allenamenti di 1 ora e mezzo dalla 20 alle 21,30», spiega la società gialloblu.
SOLO A LIVORNO UN TRATTAMENTO COSì. Ed è qui che comincia la parte più dura. «Ci chiediamo - scrivono i vertici libertassini - se una squadra che ha nella propria rosa tutti giocatori professionisti e che si appresta ad affrontare un campionato nazionale per la prima volta a Livorno dopo la sfortunata era Basket Livorno (ma qua la Libertas dimentica quelli disputati, sempre in serie B, dal Don Bosco, ndr), meriti tale trattamento. Cecina, Piombino, Montacatini, Firenze, San Miniato. Empoli, non crediamo abbiamo di questi problemi».
IN B SERVONO 7 ALLENAMENTI DA 2 ORE. «Una squadra di serie B - evidenzia la Libertas - deve sostenere minimo 7 sedute settimanali di 2 ore in orari idonei ad atleti professionisti. Noi crediamo e speriamo che alla fine vengano rispettati gli impegni presi dal Sindaco e dall'Assessore allo sport».
L’ATTACCO AL COMUNE. E qui arriva, preceduta dalla rituale formula «a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina», la stoccata decisiva: «Che la Libertas sia andata in serie B sia cosa mal digerita e per questo va ostacolata o sicuramente non aiutata».
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