Pecini conferma: «Qui per l’area tecnica»
«Per ora c’è una forte collaborazione. Il 20%? Non è una questione di soldi»
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LIVORNO. «Il lavoro procede, guai se non fosse così, ma per le questioni squisitamente tecniche dovete rivolgervi a Mauro Facci». È cortese il manager Nicola Pecini, new entry nel Livorno Calcio. Non fa nomi di giocatori e non parla del nodo-allenatore, ma spiega il suo ruolo anteponendogli il rispetto di quello del direttore sportivo. «Con la famiglia Spinelli – prosegue – c’è un solido rapporto di stima. Adesso c’è anche una reciproca collaborazione professionale». La ratio di questo connubio è chiara: «Il presidente è rimasto deluso dall’esito dello scorso campionato. Tra le nostre famiglie c’è una conoscenza di vecchia data e quando mi ha chiamato non ho potuto dire di “no”. Lavorerò nell’area tecnica del club, quella che secondo Spinelli aveva maggiore bisogno di competenza».
QUOTE DI MINORANZA. È inevitabile chiarire l’aspetto del famoso 20% che lo stesso Pecini dovrebbe acquistare. Lui non si tira indietro: «Facciamo una premessa. Spinelli ha bisogno di tutto tranne dei soldi, o dei miei soldi in particolare. La proprietà del Livorno è ricca e seria. E sta bene. Per cui non ha bisogno di cordate o che io porti qualcuno che metta soldi nella società amaranto. Sono qui per occuparmi delle questioni tecniche. Per questo ci siamo affidati a uno dei professionisti più bravi che ci sono in circolazione: il direttore sportivo Facci che di sicuro è più bravo di me». Sì, però di quel 20% ne aveva parlato proprio Spinelli. E Pecini spiega: «La storia del 20% è da intendere come una forma di responsabilizzazione del sottoscritto. Se uno viene coinvolto in un progetto, è giusto che si prenda le proprie responsabilità. Altrimenti è fin troppo facile lavorare con i soldi altrui. Detto questo, il messaggio che voglio trasmettere alla piazza è un altro. Io posso prendere il 20, il 10, lo 0 per cento. Io sono qui per lavorare come mi è stato chiesto, ma la società comunque resta ad Aldo Spinelli. E uno come lui è bene che la città se lo tenga stretto».
Pecini va oltre e dimostra di essere informato sulle dinamiche livornesi: «Ho letto le dichiarazioni rilasciate da Cristiano Lucarelli al vostro giornale. Condivido tutto quello che ha detto su Spinelli. Il Livorno è nelle migliori mani possibili».(f.p.)
QUOTE DI MINORANZA. È inevitabile chiarire l’aspetto del famoso 20% che lo stesso Pecini dovrebbe acquistare. Lui non si tira indietro: «Facciamo una premessa. Spinelli ha bisogno di tutto tranne dei soldi, o dei miei soldi in particolare. La proprietà del Livorno è ricca e seria. E sta bene. Per cui non ha bisogno di cordate o che io porti qualcuno che metta soldi nella società amaranto. Sono qui per occuparmi delle questioni tecniche. Per questo ci siamo affidati a uno dei professionisti più bravi che ci sono in circolazione: il direttore sportivo Facci che di sicuro è più bravo di me». Sì, però di quel 20% ne aveva parlato proprio Spinelli. E Pecini spiega: «La storia del 20% è da intendere come una forma di responsabilizzazione del sottoscritto. Se uno viene coinvolto in un progetto, è giusto che si prenda le proprie responsabilità. Altrimenti è fin troppo facile lavorare con i soldi altrui. Detto questo, il messaggio che voglio trasmettere alla piazza è un altro. Io posso prendere il 20, il 10, lo 0 per cento. Io sono qui per lavorare come mi è stato chiesto, ma la società comunque resta ad Aldo Spinelli. E uno come lui è bene che la città se lo tenga stretto».
Pecini va oltre e dimostra di essere informato sulle dinamiche livornesi: «Ho letto le dichiarazioni rilasciate da Cristiano Lucarelli al vostro giornale. Condivido tutto quello che ha detto su Spinelli. Il Livorno è nelle migliori mani possibili».(f.p.)
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