Flop e umiliazioni Milano a fine ciclo e Repesa rischia
Il ko con Trento ha chiuso una stagione horror Il coach ai saluti: Trinchieri e Buscaglia in pole
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il gigante con i piedi d’argilla. L’Emporio Armani Milano, dopo il flop e l’umiliazione, si interroga sul futuro. L’eliminazione nella semifinale scudetto con Trento, insieme al drammatico percorso in Eurolega culminato con l’ultimo posto, sancisce l’inizio di una rivoluzione inevitabile. Il presidente Livio Proli, con toni pacifici ma con parole forti, ha fatto intendere che qualcosa cambierà per evitare nuove «figure imbarazzanti»: non vuole reagire di pancia, metabolizzerà la delusione per un paio di giorni e da oggi, dopo un summit con il patron Giorgio Armani, farà le dovute considerazioni.
Sono tutti sotto esame: a partire dalla figura del coach Jasmin Repesa, che è il più a rischio di tutti in questa rivoluzione. A lui si imputano diversi errori cruciali, a partire dalla gestione dello spogliatoio anche nei momenti più delicati, ma comunque gli si riconosce il merito di essere l’allenatore più vincente degli ultimi vent’anni dell’Olimpia. Pensare però di riproporlo sulla panchina di Milano, con un tifo apertamente schierato contro di lui, appare un azzardo di cui questa Emporio Armani non ha proprio bisogno. Tanto che nelle ultime settimane sono stati valutati diversi profili per la sostituzione: piace Andrea Trinchieri e non certo da oggi, ha colpito l’etica di Maurizio Buscaglia e non è da escludere dalla corsa neanche Simone Pianigiani. Questo è il quadro per i coach italiani, ma si valutano anche diversi profili all’estero: occhio soprattutto a Pablo Laso, Sito Alonso e Sarunas Jasikevicius, nomi da non scartare per il futuro del basket di Milano.
Non è certo di restare nemmeno il general manager Flavio Portaluppi, che nella prossima settimana incontrerà il patron Proli: faranno il punto della situazione generale per capire se ha senso continuare insieme oppure ristrutturare l’assetto della società, comunque in mezzo a una rivoluzione.
Cambieranno infine tanti giocatori: verrà confermato il blocco italiano – escluso Alessandro Gentile, con cui si cercherà una soluzione pacifica – poi resteranno Krunoslav Simon e Mantas Kalnietis e si tratterà per prolungare il contratto di Kaleb Tarczewski. A breve verrà ufficializzato l’addio di Miroslav Raduljica (con lauto buy out), poi sarà la volta di Ricky Hickman. Rakim Sanders va verso il Fenerbahce, Jamel McLean ha richieste economiche molto alte, mentre al posto di Milan Macvan arriverà un lungo ben più atletico (probabilmente Amath M’Baye dall’Enel Brindisi, nome che sta circolando con insistenza). Zoran Dragic gode di grande stima all’interno del club milanese, ma ha un contratto troppo oneroso per essere confermato, soprattutto in caso di addio di coach Repesa. Insomma, sono ore di quiete prima della tempesta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sono tutti sotto esame: a partire dalla figura del coach Jasmin Repesa, che è il più a rischio di tutti in questa rivoluzione. A lui si imputano diversi errori cruciali, a partire dalla gestione dello spogliatoio anche nei momenti più delicati, ma comunque gli si riconosce il merito di essere l’allenatore più vincente degli ultimi vent’anni dell’Olimpia. Pensare però di riproporlo sulla panchina di Milano, con un tifo apertamente schierato contro di lui, appare un azzardo di cui questa Emporio Armani non ha proprio bisogno. Tanto che nelle ultime settimane sono stati valutati diversi profili per la sostituzione: piace Andrea Trinchieri e non certo da oggi, ha colpito l’etica di Maurizio Buscaglia e non è da escludere dalla corsa neanche Simone Pianigiani. Questo è il quadro per i coach italiani, ma si valutano anche diversi profili all’estero: occhio soprattutto a Pablo Laso, Sito Alonso e Sarunas Jasikevicius, nomi da non scartare per il futuro del basket di Milano.
Non è certo di restare nemmeno il general manager Flavio Portaluppi, che nella prossima settimana incontrerà il patron Proli: faranno il punto della situazione generale per capire se ha senso continuare insieme oppure ristrutturare l’assetto della società, comunque in mezzo a una rivoluzione.
Cambieranno infine tanti giocatori: verrà confermato il blocco italiano – escluso Alessandro Gentile, con cui si cercherà una soluzione pacifica – poi resteranno Krunoslav Simon e Mantas Kalnietis e si tratterà per prolungare il contratto di Kaleb Tarczewski. A breve verrà ufficializzato l’addio di Miroslav Raduljica (con lauto buy out), poi sarà la volta di Ricky Hickman. Rakim Sanders va verso il Fenerbahce, Jamel McLean ha richieste economiche molto alte, mentre al posto di Milan Macvan arriverà un lungo ben più atletico (probabilmente Amath M’Baye dall’Enel Brindisi, nome che sta circolando con insistenza). Zoran Dragic gode di grande stima all’interno del club milanese, ma ha un contratto troppo oneroso per essere confermato, soprattutto in caso di addio di coach Repesa. Insomma, sono ore di quiete prima della tempesta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
