il personaggio
Jacopo Stolfi e quel cuore diviso a metà
di Francesco Parducci
LIVORNO. Più che uno spettatore interessato, Jacopo Stolfi, “il martello di via Roma”, è uno spettatore mancato della finale promozione. Stolfi, pensare che questa finale avrebbe potuto giocarla...
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LIVORNO. Più che uno spettatore interessato, Jacopo Stolfi, “il martello di via Roma”, è uno spettatore mancato della finale promozione. Stolfi, pensare che questa finale avrebbe potuto giocarla anche lei.... «Sì, e mi dispiace moltissimo non esserci. In estate la Libertas mi aveva cercato con insistenza, ma insieme a altri giocatori ritenevamo di avere un debito di riconoscenza con Fucecchio, la retrocessione dell'anno prima era una macchia da cancellare. Invece, per una serie di circostanze, non ce l'abbiamo fatta nemmeno quest'anno. Una beffa doppia. Poi speravamo nella finestra di mercato che invece non c'è stata»
Ora però alla sua antica società è vicinissimo...
«L'anno prossimo dovrei proprio tornare a vestire la maglia con la quale ho fatto tutto il settore giovanile e giocato i miei primi campionati da senior. Mi sto già allenando con loro».
Lei però è anche legato da un rapporto particolare con Marco Mori e con alcuni dei giocatori della Pielle...
«Marco è l'allenatore che più di ogni altro mi ha saputo valorizzare, ha sempre tirato fuori il meglio di me, ancora oggi continuiamo a sentirci e a confrontarci con continuità. Capobianchi, Sidoti e Tommy Dell'Agnello sono qualcosa di più che semplici amici».
Torniamo a gara1. Pielle che passa da 90 punti rifilati a Castelfiorentino ai solo 54 messi a segno nel derby.
«Tensione, emozione. Siamo giocatori di serie C, giocare davanti a 3.000 persone è come se la banda del paese dovesse esibirsi alla Scala o all'Olimpia di Parigi. Poi un po' di mancato effetto Cosmelli ci può essere stato, al di là del fatto che la Libertas ha difeso molto bene».
Serie ancora aperta?
«Certamente».
Ora però alla sua antica società è vicinissimo...
«L'anno prossimo dovrei proprio tornare a vestire la maglia con la quale ho fatto tutto il settore giovanile e giocato i miei primi campionati da senior. Mi sto già allenando con loro».
Lei però è anche legato da un rapporto particolare con Marco Mori e con alcuni dei giocatori della Pielle...
«Marco è l'allenatore che più di ogni altro mi ha saputo valorizzare, ha sempre tirato fuori il meglio di me, ancora oggi continuiamo a sentirci e a confrontarci con continuità. Capobianchi, Sidoti e Tommy Dell'Agnello sono qualcosa di più che semplici amici».
Torniamo a gara1. Pielle che passa da 90 punti rifilati a Castelfiorentino ai solo 54 messi a segno nel derby.
«Tensione, emozione. Siamo giocatori di serie C, giocare davanti a 3.000 persone è come se la banda del paese dovesse esibirsi alla Scala o all'Olimpia di Parigi. Poi un po' di mancato effetto Cosmelli ci può essere stato, al di là del fatto che la Libertas ha difeso molto bene».
Serie ancora aperta?
«Certamente».
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