Il presidio
LA VOLATA FINALE
di Fabrizio Pucci
LIVORNO. Piacenza-Livorno. Dove eravamo rimasti? Alla notte del 29 maggio 2004, a Cristiano Lucarelli che fa l’amore con la maglia e ottomila tifosi amaranto impazziti di gioia per il ritorno in...
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LIVORNO. Piacenza-Livorno. Dove eravamo rimasti? Alla notte del 29 maggio 2004, a Cristiano Lucarelli che fa l’amore con la maglia e ottomila tifosi amaranto impazziti di gioia per il ritorno in serie A dopo 55 anni. Da allora, gli amaranto al ‘Garilli’ contro il ‘vero’ Piacenza (ancora prima dell’avvento della Pro) ci sono tornati altre volte, ma questa ha un sapore decisamente meno intenso.
La partita da cui dipende il futuro del Livorno intanto si gioca altrove (ne parliamo nelle pagine di cronaca) e al posto del pallone da scaraventare in rete ci sono carte bollate e atti da firmare.
TESTA E GAMBE. Foscarini, invece, è un uomo di campo e per questo è avulso da certe situazione. Così lui in settimana ha continuato a predicare concentrazione e determinazione. In sostanza il tecnico veneto ha chiesto alla squadra una partita di personalità perché senza quella non si va da nessuna parte. Le ultime quattro giornate da questo punto di vista sono state un pianto. Tra rigori sbagliati da Calil e Vantaggiato, partite non chiuse e rimonte subite, sono arrivati la miseria di sei punti al posto dei dodici che erano ampiamente alla portata.
Oggi, invece servono testa e gambe perché l’avversario ha una cifra tecnica superiore a Lupa Roma, Pontedera e Tuttocuoio a cui è stata fatta beneficenza. E poco importa se la squadra di Franzini – che ha vinto il ricorso avverso la squalifica -, dopo una serie di otto successi di fila sia in frenata per via dei cinque punti nelle ultime quattro giornate: al “Garilli” si va a muso duro o si perde.
DIFESA A 4. All’andata il Piacenza ci fece soffrire da matti. Con un paio di azioni di rimessa si portò sul 2-0 prima che Cellini e Maritato rimettessero le cose a posto. Forte dello spavento di quella partita e convinto anche dalle caratteristiche tattiche del “nuovo” Livorno del girone di ritorno, il tecnico veneto pare intenzionato a presentare una squadra abbottonata per non farsi prendere d’infilata dal 3-5-2 di Franzini. Dietro, dove torna Borghese, si va verso la conferma della difesa a 4 (a sinistra favorito Lambrughi su Gasbarro, non al top) mentre è ko Franco: per lui lesione di primo grado al flessore destro. Ancora una volta l’ago della bilancia sarà l’uomo tra le linee: Dario Venitucci. Se è in giornata può spaccare la partita. Dopo di che torneremo a pensare alle vicende societarie.
ALTRO SERVIZIO A PAG. I
La partita da cui dipende il futuro del Livorno intanto si gioca altrove (ne parliamo nelle pagine di cronaca) e al posto del pallone da scaraventare in rete ci sono carte bollate e atti da firmare.
TESTA E GAMBE. Foscarini, invece, è un uomo di campo e per questo è avulso da certe situazione. Così lui in settimana ha continuato a predicare concentrazione e determinazione. In sostanza il tecnico veneto ha chiesto alla squadra una partita di personalità perché senza quella non si va da nessuna parte. Le ultime quattro giornate da questo punto di vista sono state un pianto. Tra rigori sbagliati da Calil e Vantaggiato, partite non chiuse e rimonte subite, sono arrivati la miseria di sei punti al posto dei dodici che erano ampiamente alla portata.
Oggi, invece servono testa e gambe perché l’avversario ha una cifra tecnica superiore a Lupa Roma, Pontedera e Tuttocuoio a cui è stata fatta beneficenza. E poco importa se la squadra di Franzini – che ha vinto il ricorso avverso la squalifica -, dopo una serie di otto successi di fila sia in frenata per via dei cinque punti nelle ultime quattro giornate: al “Garilli” si va a muso duro o si perde.
DIFESA A 4. All’andata il Piacenza ci fece soffrire da matti. Con un paio di azioni di rimessa si portò sul 2-0 prima che Cellini e Maritato rimettessero le cose a posto. Forte dello spavento di quella partita e convinto anche dalle caratteristiche tattiche del “nuovo” Livorno del girone di ritorno, il tecnico veneto pare intenzionato a presentare una squadra abbottonata per non farsi prendere d’infilata dal 3-5-2 di Franzini. Dietro, dove torna Borghese, si va verso la conferma della difesa a 4 (a sinistra favorito Lambrughi su Gasbarro, non al top) mentre è ko Franco: per lui lesione di primo grado al flessore destro. Ancora una volta l’ago della bilancia sarà l’uomo tra le linee: Dario Venitucci. Se è in giornata può spaccare la partita. Dopo di che torneremo a pensare alle vicende societarie.
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