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Livorno

Serve un 10 sulla ruota di Livorno

di Gianni Tacchi
Serve un 10 sulla ruota di Livorno

La squadra ha bisogno di fantasia, la variabile è Venitucci. «Quello vero non l’avete visto»

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LIVORNO. Siamo ancora qui, ad aspettare Venitucci e le sue giocate. Siamo ancora qui, a cercare di capire se il trequartista scuola Juventus riuscirà a illuminare il Livorno nel rush finale. Siamo ancora qui, dopo averlo ammirato a settembre e atteso invano per mesi.

Dario Venitucci può essere l'ago della bilancia amaranto in vista dei playoff: Foscarini è sempre stato convinto delle sue qualità e crede che in campo possa spostare gli equilibri, tanto che il 3-4-1-2 è stato studiato per esaltare le sue caratteristiche, ma fin qui le aspettative non sono state rispettate e la trequarti amaranto è rimasta quasi sempre spenta. Poche idee, poca magia, pochi momenti da ricordare. Quante volte è stata evidenziata l'assenza di fantasia in questa squadra? Tante, tantissime.

Ecco, quella fantasia deve portarla soprattutto l'ex Santarcangelo, perché il suo curriculum è quello che si avvicina di più all'idea di un giocatore che salta l'uomo con facilità e manda in porta gli attaccanti. Mettiamola così: a 7 giornate dalla fine della regular season e con i playoff all'orizzonte, non c'è più tempo da perdere per il salto di qualità.

I NUMERI DI DV23. Fin qui Venitucci si è visto in 22 partite su 31, colpa anche di un paio di infortuni che l'hanno frenato prima a ottobre e poi nell'ultimo mese. Il problema è che non gioca una gara intera da sei mesi, dal pareggio di Gorgonzola del 2 ottobre (2-2 con la Giana).

Poi, da quella trasferta a oggi, ogni volta è stato sostituito prima del 90' oppure è entrato dalla panchina, segno di un rendimento che solo a tratti è stato all'altezza della situazione. Eppure aveva iniziato la stagione in modo positivo, convincendo l'ambiente soprattutto a settembre: gol al Como, gol alla Lucchese e la sensazione di aver vinto una bella scommessa.

Invece Venitucci è entrato presto in un tunnel fatto di scarsa incisività, poca brillantezza e troppa sterilità. L'ultima delle 3 reti stagionali risale infatti al 18 dicembre, tre mesi e mezzo fa: tocco sottoporta per il raddoppio sulla Pistoiese, battuta 3-0 nel miglior momento della striscia positiva amaranto.

Siamo quindi davanti a un quadro precario, sul quale però il Livorno deve assolutamente puntare: senza gli sfondamenti di Jelenic e i gol di Cellini, servono le giocate di chi ha talento. E Venitucci, almeno sulla carta, è uno di questi. In realtà ci sarebbe anche Calil, ma la sua condizione fisica è ancora lontana dai tempi e dalle magie di Salerno.

ORA O MAI PIÙ. Venitucci da recuperare, Venitucci da mettere nelle condizioni di poter incidere, Venitucci da preparare in ottica playoff. Ecco perché Foscarini l'ha lanciato titolare a Prato, non trovando però le risposte che si aspettava. Ecco perché domani, in casa contro la Lupa Roma, potrebbe essere riproposto dietro le punte, anche se c'è il solito ballottaggio con Marchi e il conseguente 3-5-2.

«Venitucci non è quello che avete visto fino a oggi. Lui - spiega Foscarini - può e deve darci molti di più. Lo conosco bene, so il suo valore. Ha caratteristiche uniche in questa squadra». Per vederlo davvero al top, Venitucci ha bisogno di giocare? Foscarini allarga le braccia: «Questo dipende da lui».

ASPETTANDO LA LUPA. Intanto la squadra continua a lavorare nel fortino del Centro Coni. Sembra in crescita Calil che chiede una chance, ancora out Lambrughi per cui sulla fascia sinistra giocherà Franco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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