Il presidio
Maranello si sveglia con le campane
Il sindaco: «Tutto bellissimo, abbiamo visto una squadra umile»
MODENA. Don Paolo Monelli non era ieri mattina a Maranello, ma è bastata una sua telefonata per dare le necessarie indicazioni e far di nuovo suonare le campane, come da tradizione, nella città del Cavallino, dopo 553 giorni di astinenza dalla vittoria nel Gran Premio di Singapore del 20 settembre 2015.
Intorno alle nove del mattino, poco dopo il taglio del traguardo, dunque, i 248 tifosi Ferrari che hanno assiepato già da prima delle sette l'auditorium - dove era trasmessa in diretta la gara di F1 in Australia -, hanno potuto esultare accompagnati dai rintocchi della vittoria, come racconta il sindaco, Massimiliano Morini. «Che bello ascoltare Vettel in tv mentre parla di Maranello, in italiano peraltro. Sono elementi positivi, di attaccamento al territorio. È stato bellissimo, l'inizio di un percorso che tutta la città sognava. Anche tra i tecnici, per esempio, abbiamo visto tanti italiani, perché il presidente ha deciso così. Ed è un aspetto molto positivo».
Morini, ancora, spiega il clima della vigilia e poi il dolce risveglio: «Prima di oggi c'erano sensazioni che andavano in direzione contraria. Nel senso che dalla Ferrari non trapelava nulla, se non comunicazioni molto strette. I tifosi già si chiedevano chissà quali problemi ci fossero. In realtà abbiamo visto una squadra umile, che lavora invece. C'è chi dice che la Ferrari ieri ha vinto per demerito degli avversari - termina il sindaco di Maranello -, ma io credo che questa sia stata una vittoria di potenza e di capacità, per questo i tanti sostenitori erano ancora più felici».
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