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IL COACH BIANCOBLU»WALTER ANGIOLINI
LIVORNO. Ci sono molti modi per cominciare una carriera da capo allenatore, dopo una infinita da giocatore e qualche anno fra giovanili e assistentato alla prima squadra. Walter Angiolini, Angio o...
LIVORNO. Ci sono molti modi per cominciare una carriera da capo allenatore, dopo una infinita da giocatore e qualche anno fra giovanili e assistentato alla prima squadra. Walter Angiolini, Angio o “Il Secco” per quelli che hanno più confidenza con lui, ha scelto il migliore, 11 vittorie su 11 partite, girone d'andata immacolato, quasi tutti successi larghi e play-off virtualmente già in saccoccia. Racconta con il suo parlare pacato, da persona educata che non tira le parole a caso, mai banale.
«Un po' di sorpresa c'è, non posso negarlo. Sapevamo di aver costruito un buon gruppo, con giocatori che conoscono bene la categoria, paradossalmente l’unico che non l’aveva mai frequentata ero io. Ma cerco di documentarmi, di vedere le cassette degli avversari quando è possibile, insomma non dico niente di nuovo, ma è dalla qualità del lavoro settimanale che dipende la qualità della partita a fine settimana».
Eppure, non tutto è andato liscissimo alla voce infortuni.
«Sono problemi che toccano un po' tutti, ma abbiamo perso Innocenti per tutta la stagione quando ancora si era in precampionato e lui sarebbe stato l'unico play puro. Abbiamo preso un giocatore di qualità e esperienza come Marco Bargelli e è fermo da un mese per un infortunio che sembrava ancora più grave (dovrebbe rientare a metà gennaio, ndr). Però gli altri sono stati bravi a fare quadrato».
Vero. Bonciani sta producendo la migliore stagione da che è senior, Marini (fortemente voluto in estate da Angiolini) ha ritrovato lo smalto degli anni migliori, Michelini, dopo l'anno sabbatico, sta confermando che oltre a essere uno dei migliori pescatori della nostra costa può ancora giocare a buoni livelli. Pasquinelli e Barsotti in questa categoria hanno ben poco da temere. C'è quel Valdera con tanti livornesi lì, appena due punti sotto.
«Valdera è una specie di Pielle della serie D, una squadra che fa del gruppo e del piacere di giocare insieme il suo punto di forza. Però io continuo a ritenere Donoratico la squadra più forte: ci sono giocatori che hanno fatto le categorie superiori, alcuni prendono addirittura il rimborso spese, cosa del tutto anomala in serie D. Comunque alla ripresa del campionato, l8 gennaio, verranno da noi. Sarà un bel test. Ma la strada è lunghissima, la formula complicata. Ci sarà la fase a orologio e poi i play-off con le prime quattro dell'altro girone. Alla fine, su 25 squadre, solo una sarà promossa in serie C».
Ma intanto, di queste 25 squadre, l'unica a non avere mai perso è Meloria....
(f.p.)
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