Il Tirreno

Livorno

Auguri e solidarietà vanno di corsa

di Luciano della Bella
Auguri e solidarietà vanno di corsa

Partenza da piazza Grande e arrivo al Santuario, a sorpresa spunta anche il sindaco Nogarin

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LIVORNO. Sabato ultimo giorno dell’anno, si è rinnovato il tradizionale appuntamento della corsa degli “Auguri” con ritrovo in piazza Grande. Il tempo necessario per le iscrizioni e poi la partenza per arrivare fino alla sommità del Santuario di Montenero per un totale di 11 chilometri. Sorpresa fra i podisti quando si sono trovati davanti il sindaco di Livorno Filippo Nogarin il quale ha colto questa occasione, non programmata nella sua agenda, per uno scambio di auguri con i presenti e per assistere a un lancio di palloncini in ricordo di Sara.

L’evento non aveva nessuna valenza agonistica, ognuno poteva interpretarlo a modo suo, quindi tutti insieme fino al Gazebo della terrazza Mascagni, solo nel finale qualcuno ha inteso forzare l’andatura come Vincenzo Sorrentino e Massimo Lucioli, ma importante era arrivare fino in cima della direttissima.

Questa corsa degli “Auguri” nacque da un’idea di Padre Gabriele Bezzi che fu poi affiancato nell’organizzazione dall’Avis Provinciale con l’intento di incrementare sempre più l’aspetto della solidarietà che si attuò con la collaborazione al progetto Agata Smeralda Onlus di Firenze per mezzo della quale i runners livornesi adottarono un bambino. In tutti questi anni i loro passi hanno poi aiutato a crescere Iris, una bambina brasiliana.

Nell’anno 2013 l’attentato terroristico alla Maratona di Boston provocò quattro vittime, tra le quali anche quella di ,un bambino, Martin Richard; Padre Gabriele e i suoi runners decisero allora di intitolare la corsa alla sua memoria per non spegnere nei cuori il sogno di una umanità felice, dove lo Sport è sempre segno di gioia,di pace e di solidarietà. La manifestazione del 2016 denominata “Golden Edition” proprio per celebrare l’anniversario dei 10 anni di svolgimento rappresenterà anche l’ultimo evento di un progetto più grande portato avanti da Padre Gabriele con la sua partecipazione diretta a tantissime corse podistiche, dedicato ad una bambina giapponese di nome Sadako Sasaki, morta a 12 anni a seguito delle radiazioni subite dopo l’esplosione della prima bomba atomica a Hiroshima sua città natale.

Anche Sadako, come Martin, è diventata un simbolo di pace per tutto il mondo e per questo, da quest’anno in poi, la corsa sarà Memorial “Martin e Sadako”.

L’auspicio è quello di trovare chi sarà capace di continuare su questa strada tracciata da padre Gabriele.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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