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il caso

Foscarini e quei fischi troppo dubbi...

«Per me il 2-0 era in fuorigioco e almeno un rigore ci spettava»

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LIVORNO. Claudio Foscarini è un uomo pacato, educato. Non alza mai la voce e quelle poche volte che lo si vede protestare lo fa in modo garbato, quasi come se fosse lui in torto. Però stavolta un paio di puntualizzazioni sull'arbitraggio le vuole fare. Perché essere politically correct non significa passare per scemi. «Sono l'ultimo che dovrei parlare, perché dalla mia posizione in panchina non potevo vedere bene, ma mi piacerebbe capire se il secondo gol del Piacenza era buono o no. A me sembrava che il loro attaccante Franchi fosse scattato in fuorigioco».

Con lo stesso sorriso amaro parla dei due rigori richiesti dagli amaranto nel finale per i presunti falli commessi dai difensori emiliani su Borghese e Cellini: «In questo caso mi viene da dire - afferma - che non pretendevo che l'arbitro me li desse entrambi, ma almeno uno sì».

E invece Zufferli deve essere andato a scuola da Nasca. Avete visto? Stesse decisioni avverse, ma soprattutto stesso atteggiamento indisponente. Per un giorno siamo rimpiombati nell'incubo degli arbitraggi dell'anno scorso.

Speriamo che Foscarini non debba lamentarsi anche lunedì sera a Cremona.

Fabrizio Pucci

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