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Superman Hamilton batte anche il diluvio
Rosberg 2°, Verstappen 3°: il titolo si decide ad Abu Dhabi
Il mondiale di Formula Uno sideciderà ad Abu Dhabi. L’eterna sfida in casa Mercedes tra Nico Rosberg e Lewis Hamilton vivrà sulla pista dell'Emirato il prossimo 27 novembre l'atto finale. In Brasile - al termine di un Gran premio infinito, condizionato pesantemente dalla pioggia - il tedesco non coglie il primo match point: a San Paolo vince Lewis Hamilton con il tedesco che arriva secondo, perde 7 punti ma ne mantiene 12 di vantaggio. Terzo uno scatenato Max Verstappen, protagonista di una gara avvincente fatta di sorpassi incredibili e rimonte. Quinto, in rimonta, il ferrarista Sebastian Vettel, mentre Kimi Raikkonen è stato costretto al ritiro dopo venti giri quando ha perso il controllo della sua Ferrari ed è andato a finire contro il muro di protezione. Per lui tanto spavento ma per fortuna nessuna conseguenza.
È stato un gran premio infinito, quello andato in scena sul circuito di Interlagos, caratterizzato dalla pioggia che non ha mai smesso di cadere. Si parte in regime di safety car per sette giri: al comando c'è Hamilton, seguito da Rosberg e da Verstappen, poi Raikkonen. All'undicesimo giro Sebastian Vettel va in testacoda ma riesce a rimettersi subito in pista. La pioggia cade fitta, la pista sembra non drenare. Al giro numero 20 Raikkonen perde il controllo della sua Ferrari e finisce contro il muro di protezione. tanta paura ma nessuna conseguenza per il finlandese che però deve ritirarsi. Bandiera rossa e gara sospesa con in testa sempre le due Mercedes. Il clima è teso. Vettel, via radio, invoca lo stop alla gara («Fermate la gara, quanti ancora si devono schiantare?», dice poco prima che la direzione di gara decidesse la sospensione dopo l'incidente a Raikkonen).
La gara riprende una trentina di minuti dopo: tutti in pista con le gomme da pioggia: in testa c'è sempre Hamilton, seguito da Rosberg mentre Vettel è in quindicesima posizione ma dopo otto giri viene nuovamente esposta la bandiera rossa: il pubblico non gradisce, piovono anche fischi. Si torna in pista dopo mezz’ora circa con le Mercedes sempre in testa e la pioggia che continua a cadere. Verstappen al trentaduesimo, in barba ai “consigli” di Toto Wolff, sorpassa Nico Rosberg mandando in delirio gli appassionati. Al giro 48 Felipe Massa finisce contro il cordolo: per lui finisce la gara ed il brasiliano (che al termine di questa stagione si ritirerà) saluta il suo pubblico e riceve l'omaggio di tutto il circuito.Il gran premio del Brasile lo vince Hamilton: tutto è rimandato all’ultima gara della stagione, tra due settimane ad Abu Dhabi. A Rosberg basterà un terzo posto per laurearsi campione del mondo.
«Sono molto felice per la vittoria ma vorrei ringraziare tutti i tifosi che sono rimasti sotto la pioggia sino alla fine di questa lunghissima gara - così si è espresso, direttamente dal podio, Luis Hamilton dopo il primo successo in carriera conquistato nel Gp del Brasile - Per quel che mi riguarda mi sento di dire che quando piove è sempre una buona giornata per me, ma oggi è stato tutto particolarmente difficile per tutti e io ringrazio il mio team perché stiamo facendo la storia con i risultati e io sono particolarmente fiero di tutto questo». Meno entusiasmo nelle parole di Nico Rosber, che pure continua a guidare la classifica piloti con 12 punti di vantaggio sul compagno di squadra. «Purtroppo non sono riuscito a fare quello che volevo, Lewis ha fatto un ottimo lavoro ma le condizioni in pista erano molto difficili. Ho visto quello che è successo alle mie spalle. Anch'io ho avuto un momento difficile, stavo per andare fuori ma sono riuscito a rimanere in pista»
Molto deluso Sebastian Vettel per un quinto posto che l'ha visto rimontare una decina di posizioni dopo un testacoda causato dall’aquaplaning. «Il testacoda non è stato il massimo. Ho provato a rimontare ma rientrare era difficile» spiega il ferrarista, che sul sorpasso subito nel finale da Max Verstappen, dice: «Eravamo uno accanto all'altro, lui mi ha visto ma forse era semplicemente più veloce. Penso che non sia stato corretto».
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