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Capello, il tocco sporco che fece crollare Wembley

Capello, il tocco sporco che fece crollare Wembley

Ingobbito, potente, inafferrabile Giorgio Chinaglia vola sulla fascia, salta l’avversario, la mette forte, di collo, sul primo palo. Il portierone brittanico è sopreso, e la sua smanacciata è manna...

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Ingobbito, potente, inafferrabile Giorgio Chinaglia vola sulla fascia, salta l’avversario, la mette forte, di collo, sul primo palo. Il portierone brittanico è sopreso, e la sua smanacciata è manna dal cielo per l’uomo che ha avuto il colpo di genio di seguire l’azione dopo averla azionata: Fabio Capello. Il geometra di Pieris, 28 anni, è uno che con il gol non ha mai avuto un feeling immediato. E quel pallone bianco intriso di piooggia gli plana addosso, un pò carogna. Il tocco non è elegante nè musicale, è sporco, un pò col piede, un pò con la tibia: ma milioni di italiani lo vedono planare nella mitica porta di Wembley. Dove la sera del 14 novembre del 1973 l’Italia fa festa per la prima volta, dopo decenni di umiliazioni, di sconfitte più o meno meritate da parte degli spocchiosi maestri del football. Quella sera ne erano trascorsi 39, di anni, dalla partita leggendaria di Highbury, dove i ragazzi di Pozzo era usciti vincitori solo moralmente, battuti 3-2 dopo aver messo una paura del diavolo ai maestri. Quella notte è diventato persino un libro, scritto da Lorenzo Fabiano. Quella notte tutti ci siamo sentiti campioni, riscattando una storia cattiva.

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