Italia
«Bisogna imparare a chiudere le partite»
Il mister chiede più cinismo: «Ma siamo sulla buona strada, ho visto passi avanti»
LIVORNO. Suda, sbuffa, lotta, ma non decolla mai. Anche a Viterbo il Livorno poteva vincere e poi ha rischiato di perdere palesando antichi pregi e difetti. Foscarini però vede il bicchiere mezzo pieno: «Ho visto piccoli passi avanti specie sul piano dell'atteggiamento». Il fatto è che però in trasferta non si vince da una vita e l'ultimo successo è arrivato su rigore con il Renate: «Dobbiamo essere più decisi e cinici. Non riusciamo a chiudere le partite quando è il momento. Ed è un vero peccato».
Alcuni errori di rifinitura gridano ancora vendetta: «Sì - conferma il mister - l'interpretazione dei passaggi decisivi deve essere diversa. È proprio in quei frangenti che siamo carenti di cinismo». Purtroppo il gol di Murilo non è bastato perché dietro alla prima distrazione arriva il castigo: «Sul cross da cui è scaturito il pareggio e anche in occasione del rigore non siamo stati troppo attenti. Detto questo, però sono convinto che siamo sulla buona strada».
Sebbene mancasse Venitucci il Livorno ha giocato con il trequarista (Ferchichi) e due punte: «E infatti siamo stati propositivi al punto che nel finale potevamo anche vincere. Con una vittoria ci sbloccheremmo».
Novanta minuti per Cellini, un altro spezzone di partita per Jelenic. Quantomeno c’è la possibilità di migliore la tenuta atletica e agonistica di chi fino a oggi era ai box per infortunio: «Entrambi devono mettere minuti delle gambe. In questa ottica, più giocano e più possono crescere».
Fabrizio Pucci
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