Meteo
Fischi sui viola e Paulo Sousa ora traballa
Il deludente pareggio con l’Atalanta accresce il già notevole malumore dei tifosi
FIRENZE. Classifica, gioco, risultato. Non si salva nulla di questa Fiorentina che ormai è sempre più brutta coppia di quella spumeggiante che giusto un anno fa era in testa alla classifica e faceva sognare i suoi tifosi. Quegli stessi che ieri, già alla fine del primo tempo ma soprattutto al termine dello 0-0 contro una buonissima Atalanta hanno ricoperto di fischi Borja Valero e compagni e lanciato dalla curva Fiesole i classici emblematici cori “Meritiamo di più”, “Fuori gli attributi”. Insomma, la Fiorentina ormai si è smarrita e quel che più preoccupa i suoi sostenitori sembra anche che il suo stesso allenatore non riesca a trovare il bandolo della matassa. E così, malgrado le smentite al momento della società attraverso il dt Pantaleo Corvino, la posizione di Sousa non appare più così salda e le prossime gare, in coppa con lo Slovan Liberec e in campionato contro Cagliari e Crotone, potrebbero diventare decisive. «Sousa in discussione? Non scherziamo - ha risposto asciutto Corvino - Stiamo vivendo un momento negativo e siamo tutti rammaricati ma con il lavoro ne verremo fuori e torneremo a fare risultato». Intanto però hanno ripreso a circolare le voci di una possibile candidatura di Stefano Pioli alla futura panchina viola.
Dal canto suo il tecnico portoghese continua a professarsi sereno seppur dispiaciuto del rendimento che sta avendo la propria squadra, ben al di sotto delle aspettative: «Comprendo la delusione dei tifosi, ci hanno sempre sostenuto ma se le cose non girano per il verso giusto capisco che si voglia contestare, chi paga il biglietto ne ha tutto il diritto. Comunque i fischi non mi fanno male e non mi preoccupano, credo che sia prima di tutto un problema di testa prima ancora che legato al gol - osserva Sousa - Ora dobbiamo tirare fuori gli attributi e affrontare le difficoltà per superarle e ritrovare presto vittorie e fiducia».
Di sicuro questa Fiorentina deve assolutamente cambiare passo: il suo gioco continua a basarsi sul possesso palla ma è quanto mai sterile e poco o nulla propositivo, difatti il gol ormai è un problema anche quando, come ieri, giocano insieme dal 1' Kalinic e Babacar: il croato ha fallito un paio di occasione a dir poco clamorose, il senegalese è arrivato al tiro davvero una sola volta.
Ci si sono messi poi Conti che ha salvato sulla linea un colpo di testa a botta sicura di Carlos Sanchez e qualche intervento di Berisha (specie quello sul gran tiro di Vecino) a frenare i viola ai quali neppure l'inserimento nella ripresa di Tello e Zarate ha portato i frutti sperati, solo confusione al cospetto di un'Atalanta solida e attenta in difesa (in cui è ricorsa anche a marcature a uomo) e rapida e pericolosa nelle ripartenze.
Non è un caso che abbia sfiorato il gol più di una volta, come con Dramè contro cui Tatarusanu si è salvato di piede. L'unico aspetto positivo della Fiorentina è che subisce pochissimo: basti pensare che al Franchi non prende gol in A dal maggio scorso per un totale di 5 partite. Ma se poi il pallone non finisce nella porta avversaria la buona tenuta difensiva risulta importante ma non determinante per portare a casa i tre punti. Cosa che ai viola non riesce ormai da un mese, dal successo per 1-0 sulla Roma.
Di qui la delusione dei tifosi per una squadra che non vince e non diverte più («Ma anche noi siamo delusi - ha detto Astori - e ora bisogna restare tutti uniti per ripartire») e ha una classifica sempre più a rischio come avrà pensato Andrea Della Valle lasciando lo stadio in silenzio.
Brunella Ciullini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
