Meteo
«Pistoia è pronta a stupirvi ancora»
Il capitano della The Flexx: Tanti cambi, ma l’anima è la stessa
PISTOIA. Nome Michele, cognome Antonutti. Occupazione, capitano della prima stagione targata The Flexx del Pistoia Basket che per il quarto campionato consecutivo partecipa alla serie A di basket. Segni particolari: portatore sano di entusiasmo, una delle caratteristiche che ne fanno un fedelissimo di Vincenzo Esposito.
La The Flexx che stasera debutta a Cremona nel posticipo su Sky, riparte dall'identità tradizionale del club biancorosso. Squadra fatta con uno dei budget più bassi del torneo e tante scommesse, sia tra gli stranieri con quattro americani su cinque alla prima stagione lontano da casa, sia tra gli italiani con le tante aspettative sulla crescita degli atletici Lombardi e Cournooh. Un mix che, pur con volti diversi, l'anno scorso ha portato Antonutti e soci a essere una delle rivelazioni con tante giornate in testa alla classificala, la storica qualificazione alla Coppa Italia, il sesto posto finale, miglior piazzamento di sempre nella storia dei canestri pistoiesi. «È sbagliato fare paragoni- dice - ogni campionato è una storia a sé. Questa squadra ha una sua struttura, una sua naturalità. Non penso che siamo più atipici rispetto all'anno scorso, c'è sempre un play come Moore (altro fidato soldato dell'esercito del Diablo) che mette in ritmo i compagni».
Dopo il precampionato, iniziato con diverse difficoltà e finito in crescendo, come arriva la The Flexx al via?
«In campionato si azzera tutto. Sono finite le prove, abbiamo studiato e ora iniziano gli esami. Deve cambiare l'atteggiamento e l'attenzione: bisogna sapere che rispetto ai campionati americani non hai 90 partite in cui giocartela ma 30 e spesso ne devi usare 25 per evitare guai. Il campionato italiano è uno di quelli in cui vincere in trasferta è più difficile: ogni gara la devi giocare con l'adrenalina dei playoff».
Playoff che l'anno scorso Pistoia ha conquistato con sorpresa e merito...
«Sappiamo che non è scontato rifare un'altra bella stagione ma siamo tutti carichi e motivati, consapevoli delle difficoltà di un campionato dove tante squadre sono ben attrezzate e diverse formazioni di vertice non faranno le coppe e saranno concentrate solo sulla gara della domenica. Dal precampionato, la sensazione è quella di un gruppo che lavora nella stessa direzione ed è importante. Fondamentale poi sarà ricordarsi sempre quali sono le nostre basi, cioè chi siamo e dove siamo: dobbiamo essere consapevoli della nostra forza e dei nostri limiti, come del fatto che siamo in una situazione a Pistoia dove è molto bello giocare a basket. Questo il coach ce lo ricorda in continuazione».
A 30 anni, da nuovo capitano pistoiese ma ormai da veterano della serie A, quali sono le sensazioni della vigilia?
«Non mi chiamate vecchio per favore (ride l'ala friulana, classe 1986). Alla presentazione del campionato mi hanno detto che dopo Thomas Ress (capitano della Reyer Venezia, classe '80), sono il più vecchio. Quando si avvicina l'inizio del torneo ho sempre le stesse emozioni, gli stessi brividi e le stesse farfalle nello stomaco. È la bellezza di poter fare questo lavoro ed è quello che voglio trasmettere agli altri, l'entusiasmo. Per me è il 14° campionato di serie A, il sesto da capitano, ruolo che ho già ricoperto a Montegranaro, Udine e Reggio Emilia. È un onore per me essere il capitano a Pistoia perché è una piazza dove sappiamo di giocare sempre in sei visto il calore dei tifosi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
