Un Luci in più per accendere il Livorno. Alle 16,30 la nostra diretta
Partita non facile col Como sul neutro di Novara: rientra il capitano, in attacco Cellini e Maritato stringono i denti
LIVORNO. Era il 12 settembre scorso. In pratica un anno esatto fa. Eppure sembra passato un secolo. Era la seconda di campionato in serie B, Como-Livorno, sempre sul neutro di Novara: vincemmo 2-1, la squadra di Panucci volò a 6 punti e tutto lasciava presagire una stagione da grandi protagonisti. E invece guardate dove siamo finiti...
Chiuso l’angolo nostalgia, meglio guardare al presente. Meglio guardare a un Como-Livorno ancora sul neutro di Novara, il che tutto sommato non può dispiacere visto che il clima sarà ben diverso, diciamo pure “da campo neutro”. Partita non facile perché questo Como per ora ha fatto bene, molto bene: prima un pareggio ad Arezzo (squadra che ha vinto le altre due partite), poi una vittoria in casa del Giana Erminio (idem con patatine, altra squadre che aveva vinto le altre due partite). Insomma, sono a 4 punti ma hanno giocato solo 2 partite (rinviata la prima) e sempre in trasferta.
Il Livorno si presenta all’appuntamento a tre giorni di distanza da una prestazione che ha detto chiaramente: 1) la squadra ha voglia di lottare, 2) troppe assenze, 3) (logica conseguenza) si fatica a fare gioco. Pensare che a tre giorni di distanza la situazione possa completamente cambiare è illusione. Meglio ripartire dalle certezze nella speranza di vedere qualche passettino in avanti. Ripetiamo: adesso è il momento di limitare i danni, di fare più punti possibili in attesa di avere la rosa al completo.
È chiaro che la mancanza di alternative costringe Foscarini a rinunciare al turnover, “strizzando” i pochi giocatori rimasti. In questa ottica ben venga il rientro di Andrea Luci perché a centrocampo si soffre di solitudine.
Il vero problema è in attacco, dove non c’è mezzo giocatore al top della condizione. Foscarini dovrà gestire le forze nell’arco dei 90 minuti, perché né Maritato né Cellini possono fare percorso netto dal traguardo all’arrivo.
La sensazione è che un pareggio non sarebbe da buttare. Per prenderlo (e comunque per giocarsi la partita) servirà però in primis attenzione nella fase difensiva. Gli errori di Alessandria, in questa ottica, non possono non aver insegnato qualcosa.
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