Era solo mister sfortuna ora chiamatelo Maritacco
La storia di Piergiuseppe Maritato, stella delle giovanili fermato dagli infortuni «Livorno e i suoi tifosi sono tanta roba. E anche il mio gol è stato tanta roba»
LIVORNO. Il tacco, la gioia infinita, la corsa sotto la curva Nord, l’abbraccio con la panchina… E «poi chi lo sa come va a finire!». È Piergiuseppe Maritato, già Maritacco per tutti, il volto luminoso di un Livorno spento, che deve ancora trovare i giusti meccanismi e recuperare qualche pezzo importante per essere al 100%. Ma intanto ci ha pensato proprio l’attaccante di Cetraro, da dove nel ’72 arrivò Franco “Dondolo” Mondello, a colpire la Carrarese e a non far scappare l’Alessandria.
Eppure poco più di dieci giorni fa era svincolato, forse scoraggiato e con un curriculum tanto chiaro quanto difficile da presentare agli eventuali interessati (4 reti negli ultimi due campionati, 5 contando anche la Coppa Italia...). Poi le necessità di Claudio Foscarini, che aveva chiesto proprio una prima punta del genere alla società, e la chiamata amaranto.
Ma alla presentazione aveva lasciato tutti perplessi: «Purtroppo i miei numeri non sono da bomber – le sue parole – non segno tanto, ma in campo cerco sempre di dare il massimo per la squadra».
Invece l’inizio è stato super, di quelli che non si possono dimenticare: gol meraviglioso al debutto, 18 minuti dopo l’ingresso in campo, e primi applausi dal Picchi. E «poi chi lo sa come va a finire», come ha scritto ieri su Instagram nella didascalia della foto di un’esultanza, aprendo scenari e sogni per il futuro.
PER LA RINASCITA. «Questa città è tanta roba, questo pubblico è tanta roba… E sì, anche questo gol è tanta roba». Nei suoi occhi e nelle sue parole si legge una gioia pazzesca, «anche se siamo solo all’inizio e devo migliorare soprattutto sotto l’aspetto fisico, visto che era la mia prima partita in assoluto della stagione».
Già, perché in estate Maritato ha rescisso con il Vicenza – dove era sotto contratto dal 2011 – e poi ha aspettato la squadra giusta per iniziare la rinascita. In Veneto, nonostante una sola stagione da titolare e i tanti infortuni, era amato da tutti soprattutto per il carattere e per i 7 gol in 8 partite tra il gennaio e il marzo del 2014, in Lega Pro. Poi il ripescaggio in serie B del Vicenza e i prestiti da dimenticare al Como, al Sudtirol e alla Lucchese. E ad agosto, al momento del definitivo divorzio con i biancorossi, tanti tifosi hanno attaccato la società.
«Sono arrivato qui da ragazzino e vado via da uomo – la risposta commovente di Maritato sui social network – purtroppo non sono riuscito a mantenere le promesse e spesso mi sono sentito come un bambino al quale sono stati rubati i sogni. Beh, il mio era quello di diventare una bandiera del Vicenza…».
Ma Piergiuseppe è ripartito con una carica infinita e ha già colpito con il Livorno, «che mi è già entrato nel cuore grazie alla passione della gente, che spero torni presto a riempire il Picchi».
PASSIONI E OBIETTIVI. Cresciuto nella Juventus e protagonista poi con la Primavera della Fiorentina, in carriera Maritato non è mai andato in doppia cifra, uno degli obiettivi per questa stagione. Grande appassionato di musica (Rino Gaetano, Lucio Battisti e i Queen nelle sue playlist), nel 2009 venne convocato dall’Under 20 azzurra per il Mondiale di categoria (una sola presenza e azzurri fuori ai quarti, in quella squadra la stella era Bonaventura).
E ora, dopo una serie lunghissima di prestiti in giro per l’Italia, cerca equilibrio, stabilità e soprattutto gol. «Tanti campioni hanno vestito questa gloriosa maglia – ha detto dopo lo splendido tacco alla Carrarese – pertanto voglio dare il massimo per guadagnarmi la fiducia di tutti. Il Como? Sarà dura, d’altronde la Lega Pro è un campionato particolare, ma il nostro obiettivo è quello di fare punti ovunque».
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