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«Ma quale crisi, la Pielle è viva. Si parte con progetti e volti nuovi»

Francesco Parducci
«Ma quale crisi, la Pielle è viva. Si parte con progetti e volti nuovi»

Basket. Dopo alcuni addii e il caso Us Livorno-Fip per il minibasket, parla il presidente Burgalassi: «Se va via qualche allenatore, non è un dramma: nessuno era una bandiera. La società è carica»

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LIVORNO. «Non voglio fare polemiche, ma ho il dovere di tutelare il nome della società che mi onoro di presiedere, vista la situazione che si è venuta a creare dopo vari articoli e notizie che ci hanno visti coinvolti. Sembra che tutto a un tratto la Pielle sia diventata un'accolita di disgraziati, ma semmai è vero il contrario». Umberto "Manolo" Burgalassi, presidente storico della Pielle, tira fuori tutto il proverbiale orgoglio piellino, il marchio di fabbrica di quelli che amano la triglia sul petto in alto a sinistra, per reagire al momento no.

Presidente, si spieghi meglio.

«Da certi articoli è sembrato che gli altri fossero degli eroi e noi alla canna del gas o quasi. Lo smentisco nella maniera più assoluta. La Pielle è quella di sempre, non è che cambia qualsosa se alcuni istruttori se ne vanno, per bravi che siano».

Burgalassi, non ce ne voglia. Ma prendersela con la stampa perché scrive che un Falleni che se ne va fa sensazione o che un paio di gruppi di minibasket in meno sono una botta economica, è come prendersela con il termometro se segna la febbre.

«Non sono d'accordo con questo paragone. Alcuni degli istruttori che sono andati via (Tedeschi e Baggiani, ndr) erano arrivati alla fine di un ciclo e lo avrebbero fatto comunque. Quanto a Andrea Falleni, al quale resto legato da vincoli di amicizia e affetto per i tanti anni passati insieme, è stato eccessivo da parte vostra definirlo la bandiera della Pielle. L'unica bandiera della Pielle è Alfredo Damiani».

Quindi tutto normale, ci siamo inventati tutto?

«Non ho detto questo, è anche il tono di certi articoli che dà fastidio. Avete dipinto come eroi chi invece ha fatto semplicemente una scelta, che io rispetto ma non condivido perchè oggettivamente danneggia la Pielle a dispetto delle professioni di fede. È una cosa che se non fosse accaduta sarebbe stato meglio, che mi ha sorpreso e addolorato e che oggettivamente sta danneggiando la Pielle. Aggiungo che ci riserviamo di agire nelle sedi opportune qualora venissimo a conoscenza della violazione di certi principi. Ma la Pielle, voglio tranquillizzare tutti, non finisce certo qui e lo vedrete domani alla presentazione ai Bagni Lido. Continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto, secondo i nostri principi di lealtà sportiva e fedeltà ai nostri colori. Vede, un giocatore della Pielle di tanti anni fa, Roberto Ritossa, mi disse una volta che gli allenatori e i giocatori passano e le società restano. Sarà così anche questa volta».

Ma l'esodo di ragazzini, in buona sostanza, c'è o anche questa è un'invenzione?

«A oggi ci risulta che il gruppo 2006 o comunque buona parte di esso e il gruppo 2009 siano intenzionati a passare all'Us Livorno. O meglio i genitori, perché stiamo parlando di bambini, non decidono certo da soli».

Ma con questi genitori avrete parlato...

«Certamente, e da un bel po' di tempo. Ci hanno confermato che il nostro progetto era e resta validissimo ma che sono legati da vincoli di amicizia anche extrasportiva con quegli istruttori e che preferiscono seguirli».

E dunque?

«E dunque andiamo avanti. In tanti anni la Pielle è sopravvissuta a cose ben peggiori. Lunedì 5 settembre faremo il nostro open day, presenteremo tutte le squadre e tutti gli istruttori, i nostri programmi, tutto. Due anni fa eravamo in serie D, ora facciamo un campionato che in certi casi è semiprofessionistico, dove ci sono squadre che possono permettersi addirittura lo straniero. Lo affronteremo con la stessa umiltà di quello dell'anno scorso che, contro ogni pronostico, ci ha visti promossi. Partiamo dall'ultima fascia, con la speranza che poi il campo ce ne faccia scalare almeno una. I nostri valori aggiunti saranno il pubblico, il legame che si crea fra i tifosi e la squadra e quello che secondo molti è il miglior allenatore della categoria».

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