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«Umili e lottate, così si torna in B»
Andrea Ivan carica la squadra e punta tutto su Protti «Ha carisma e grandi valori, sarà un maestro per i giocatori»
LIVORNO. Con le sue parate l'Angelo Biondo contribuì al ritorno del Livorno in serie B dopo 30 anni nel 2002. Oggi Andrea Ivan, 43 anni e mezzo, gioca ancora nell'Incisa, la squadra allenata dal suo amico Christian Riganò. Non riesce a stare fermo, Ivan e infatti si occupa anche della scuola calcio dello Sporting Arno. Il tutto con l'amaranto nel cuore.
Che effetto le fa rivedere il Livorno in serie C?
«Un pessimo effetto. Ho le stesse sensazioni di quando perdemmo la finale playoff a Como. Per noi quella fu una sorta di retrocessione dalla B alla C».
Non sente vanificati i vostri sacrifici di quegli anni?
«No. I ragazzi che l'anno scorso erano a Livorno non hanno avuto le doti per salvare la squadra. Quelle sono mancate, non la voglia di restare in B. Se fossero retrocessi deliberatamente allora mi sentirei preso in giro».
Ora però c'è da ripartire. Da dove si deve ricominciare?
«Dall'umiltà e dalla gente di Livorno. Noi eravamo un grande gruppo perché ci allenavamo duramente ogni giorno con grande voglia e senza fare i fenomeni. E poi i tifosi. È fondamentale ricreare quel clima che si respirava in città quindici anni fa. E in questo senso l'atteggiamento dei giocatori è determinante. Devono lavorare con dedizione e pensare solo all'obiettivo di tornare là dove questa meravigliosa città merita».
In società è tornato Igor Protti. Che ne pensa?
«Igor è una garanzia per tutti. Per i tifosi, tanto per cominciare, ma anche per la squadra che può ricevere un contributo importante da lui quanto a temperamento e attaccamento alla maglia. Detto questo voglio spingermi oltre. Non importa il ruolo ricoperto da Protti adesso. Ciò che conta è altro: è il semplice fatto che lui sia rientrato in società. L'importante era che si rivestisse d'amaranto. Poi lui con il suo carisma, la sua classe e la sua intelligenza saprà trovare gli spazi giusti nell'assetto societario».
Vi siete più sentiti?
«Certo che ci sentiamo. Igor è stato un esempio per la mia carriera. È stato un giocatore incredibile e un compagno di squadra meraviglioso. Siamo molto amici. So che è entusiasta e motivato. Ripeto. I livornesi sanno di potersi affidare a lui e Protti è il miglior acquisto di Spinelli».
Che cosa si aspetta da questo campionato?
«Che il Livorno giochi alla livornese. Un po' come facevamo noi. Chi esce dal campo deve avere la maglia bagnata di sudore. Il resto verrà da sé».
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