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Livorno

Protti: «Un centrocampista di grande esperienza e il Livorno è fatto»

di Fabrizio Pucci
Protti: «Un centrocampista di grande esperienza e il Livorno è fatto»

Squadra a lezione di mentalità da Igor: «Il gruppo cresce, il senso di attaccamento a questa maglia arriverà»

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LIVORNO. La consegna della nuova Clio a Igor Protti è diventata l'occasione per fare il punto della situazione sulla squadra insieme al Club Manager a poco più di due settimane dall'inizio del campionato. Protti ha spaziato su tutti gli argomenti: dal calendario, al mercato, a una valutazione del temperamento della squadra. Al momento il Livorno è un cantiere aperto, ma lui è sereno e ottimista e il suo stato d'animo 'rilassato' è una garanzia agli occhi dei tifosi. In altri termini Igor c'è e sta lavorando per noi e la gente con il cuore amaranto deve sentirsi in una botte di ferro.

Igor, che effetto le ha fatto rileggere i nomi di antichi avversari?
«Conoscevamo le squadre che dovremo affrontare per cui non c'è stata nessuna emozione. Semmai c'era la curiosità di sapere contro di avremmo dovuto giocare la prima e l'ultima partita. Una svolta svelato il mistero quella curiosità è evaporata. Alla fine credo che la sequenza delle partite sia un dettaglio che lascia il tempo che trova».

Vero. Però alla seconda giornata c'è subito il big match di Alessandria...
«Esatto. E l'ho notato subito. I grigi sono dati per favoriti, candidati alla vittoria finale al pari nostro e della Cremonese per cui quello sarà un test assai probante».

Al campo dell'Alessandria sono legati bellissimi ricordi: il 3-0 del 3 settembre 2000 alla prima panchina amaranto di Jaconi. Segnò anche lei, come ovvio...
«Sì. Ricordo quella partita. Il gol più bello però lo realizzò Nunzio Falco con una palombella da centrocampo. Ma attenzione. Quella era un'altra Alessandria che se non sbaglio proveniva dalla C2. La battemmo anche al ritorno. E devo dire che è anche un altro Livorno perché di quella nostra squadra chiaramente non c'è più nessuno».

Scorrendo il calendario, la penultima giornata con la Cremonese potrebbe essere decisiva...
«E' troppo presto per saperlo. E comunque spero di no anche se rischia di essere uno scontro fondamentale viste le ambizioni delle due squadre. Il problema è che i grigiorossi, al contrario dell'Alessandria, evoca ricordi amari. Non ero in campo, ma non posso dimenticare la finale playoff persa a Perugia proprio controla Cremonese».

Parliamo della stretta attualità. Come procede il suo lavoro di insegnamento dei valori amaranto ai ragazzi?
«Bene. Sono soddisfatto. Cerco di farlo nei modi e nei tempi giusti. Serve pazienza perché non è facile cambiare mentalità, abitudini, modi di pensare. Il lavoro è lungo e richiede tempo, ma Foscarini ed io, goccia dopo goccia stiamo portando i ragazzi a ragionare in termini di rispetto della gente, di senso di appartenenza e di sacrificio».

Può bastare tutto questo per creare una grande squadra?
«Basta per creare un grande gruppo. Però io faccio anche il ragionamento opposto: le qualità, da sole non sono sufficienti per vincere o provare ad essere competitivi. Sono fondamentali, ma senza valori umani non si va da nessuna parte».

Protti, parliamo di mercato. La squadra non è ancora completa...
«No. E lo sappiamo. Manca un centrocampista e non è un mistero anche perché lo andiamo ripetendo da un po'».

Tra quanto potrebbe arrivare?
«Sarebbe importante che arrivasse presto per questioni tattiche e umane perché avremmo più tempo per cementare lo spirito di gruppo. Sarei davvero felice se lo prendessimo subito, ma il mercato ha dinamiche particolari. Siamo comunque ottimisti e pensiamo che la squadra è al completo per il 90%, Anzi di più e per ora abbiamo fatto un buonissimo lavoro».

In quel ruolo preferirebbe un giovane o un 'usato sicuro'?
«Beh. Quello è un ruolo molto importante e assai delicato. Sono dell'idea che in quella zona di campo l'esperienza possa essere determinante e sia in grado di fare la differenza. Attorno a quel tipo di giocatore ruota tutta la squadra per cui serve un elemento che abbia alle spalle un buon numero di campionati di alto livello perché quelli sono una garanzia anche sul piano della personalità».

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