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Protti, stavolta giustizia è fatta: assoluzione e niente squalifica

LIVORNO. Il rispetto delle regole. La rettitudine morale: questo è Igor Protti e le sue qualità umane e professionali sono uscite consolidate dalla sentenza della Commissione federale d’appello che...

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LIVORNO. Il rispetto delle regole. La rettitudine morale: questo è Igor Protti e le sue qualità umane e professionali sono uscite consolidate dalla sentenza della Commissione federale d’appello che ieri ha annullato il giudizio di primo grado emesso nei giorni scorsi dalla sezione disciplinare del Tribunale federale, che gli aveva comminato un mese di squalifica e 5mila euro di multa.

Igor era finito nella maglie della giustizia sportiva per una sua presunta richiesta di intercessione di Paolo Bergamo presso il vice-designatore arbitrale Brighi. Un episodio non al di fuori dalle regole e quindi per nulla losco, risalente ai tempi in cui Protti era ds del Tuttocuoio e accaduto dopo la gara tra i neroverdi e la Spal dello scorso 10 gennaio. L’accusa era ridicola e non poteva che portare all’assoluzione del club manager del Livorno.

Protti così ha potuto tirare un sospiro sollievo. Non che ci fossero dubbi sulla sua innocenza, ma nel calcio di oggi - dove a volte basta un sospetto infondato per essere condannati - si fa presto a ritrovarsi in una situazione kafkiana. (f.p.)

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