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Livorno

Luca il corteggiato palleggia tra i “Lupi” e vince col Torretta

Luca il corteggiato palleggia tra i “Lupi” e vince col Torretta

Due anni più grande del fratello lo vuole mezza Toscana «Università dopo il Cecioni. Segreti? Conoscere i compagni»

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LIVORNO. Due anni più grande, Luca Riposati è del 2000 (anno fortunato per il volley di casa nostra vista la coetanea Elena Pietrini), più timido e introverso del fratello, calibra ogni parola come un buon palleggiatore che sceglie attentamente a chi alzare la palla.

Di pochi centimetri più basso di Marco, con lui ha condiviso la partecipazione al trofeo delle regioni di Gubbio, erano gli unici atleti livornesi presenti alla rassegna: non accadeva dal 2004.

Luca, ti sei avvicinato al volley insieme a tuo fratello?

«Siamo partiti col dopo scuola alle elementari poi al Torretta dove abbiamo giocato anche insieme: questo perché pur essendo di due età diverse a Livorno, col fatto che ci sono pochi ragazzi a giocare a pallavolo ci hanno messo nello stesso gruppo, all'inizio funziona così poi ci siamo divisi andando a giocare in due squadre diverse, ma sempre al Torretta».

Come Marco sei richiesto da altre squadre: Cus Pisa e i Lupi Santa Croce, con Marco Bracci che da due anni ti corteggia, dove andrai?

«Quest'anno resterò al Torretta dove farò la Serie D e l'Under 18, l'anno dopo si vedrà. Quello che mi interessa è finire la scuola, frequento il Cecioni, indirizzo scienze applicate. Dopo vorrei fare anche l'università».

A parte il volley hai altre passioni?

«Da piccolo ero in fissa con i minerali, adesso mi piace leggere e a scuola me la cavo, quindi oltre allo studio e agli allenamenti ho il tempo anche di uscire con gli amici».

Parlaci dei derby col Tomei...

«Quello dei 2002 dove gioca Marco è abbastanza a senso unico perché in genere vince sempre il Torretta. Nel 2000 è più tirato, infatti vengono sempre centinaia di persone a vederci. Fuori dal campo siamo tutti amici, ci conosciamo, frequentiamo la stessa scuola, ma sul campo la rivalità è forte».

Ruolo particolare quello del palleggiatore, lo ricopri da sempre?

«Sì, mi hanno inquadrato quasi subito come alzatore. Quando si è più piccoli giri sempre quindi fai tutti i ruoli, però la selezione è avvenuta per entrambi abbastanza presto. È un ruolo che richiede molta tecnica, ti permette di leggere bene le situazioni, di capire il gioco degli avversari. Devi conoscere i compagni di squadra, infatti quando partecipi alle selezioni i primi giorni li passi a conoscere il resto della squadra ».

Per tre anni hai partecipato al Regional Day, un bel record, chi vuoi ringraziare per la tua bella e promettente carriera?

«I tecnici Lavorenti, Benedetti, Pucciarelli e Renai».

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