Il Tirreno

Livorno

Barone...sse con i guanti, Asia e Noemi sorelle boxe

di Mario Orsini
Barone...sse con i guanti, Asia e Noemi sorelle boxe

Hanno sedici e diciassette anni e quest’anno hanno fatto il loro esordio sul ring «Papà è il nostro primo tifoso, mamma agli incontri è sempre preoccupata»

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LIVORNO. Innamorate del pugilato. Una passione ereditata da babbo Massimiliano. Da qualche annetto assiduo frequentatore, come amatore, dell’Apl: la storica Associazione Pugilistica Livornese che ha sede all’ex caserma Lamarmora. Sedici anni ancora da compiere (il 4 agosto) Asia Barone, diciassette e un paio di mesi la sorella Noemi.

Tutte e due studentesse delle superiori al liceo Cecioni ma iscritte ad indirizzi diversi: Scienze Applicate per Asia e Scienze Umane per Noemi. Entrambe carine, educate, rispettose, modeste e con un sorriso contagioso. Insomma due ragazzine d’oro che nel momento in cui indossano i guantoni si fanno rispettare e che ora sognano di fare strada nel mondo della boxe, uno sport dove le ragazze sono merce rara.

L’esordio sul ring, per entrambe, è stato timbrato quest’anno. A marzo a Tirrenia, nel torneo nazionale Italia, per Asia e meno di mesetto fa a Livorno per la sorella più grande Noemi. Due buone prestazioni sottolineate da giudizi positivi da parte di chi era a bordo ring.

«Non meritavano di perdere. Il pareggio e forse qualcosa di più sarebbe stato il verdetto più giusto”, la sintesi di alcuni autorevoli commenti di addetti ai lavori. Scontata a questo punto la prima domanda.

L’emozione dell’esordio sul ring come l’avete gestita?

«Eravamo molto ansiose ma sapevamo di essere mentalmente e fisicamente preparate. Ci è dispiaciuto un po’ per il verdetto, però, l’abbiamo accettato serenamente perché sapevamo di aver disputato un buon match».

Facciamo un passo indietro. Cos’ha di speciale la boxe?

«La ginnastica pugilistica è una delle discipline sportive più complete. Psicologicamente inoltre il pugilato è uno sport, tra virgolette, terapeutico perché come nel nostro caso ha fortificato i nostri caratteri, ci ha dato maggiore autostima e sicurezza anche in altri ambiti. Oltre a piacerci ci aiuta a star meglio».

Asia prima del pugilato quale sport praticavi?

«Il ju jutsu».

E tu Noemi?

«La danza».

Salendo sul ring non avete paura di farvi male e sciupare la vostra bella faccina?

«No. I guantoni sono antishock. Inoltre abbiamo le protezioni per il seno, l’inguine e i denti. E il caschetto protettivo».

Qualcuno vi ha mai consigliato di cambiare sport?

«Sì ma ormai la boxe fa parte di noi e a rinunciarvi non ci pensiamo nemmeno».

I professori a scuola sanno di questa vostra passione per la boxe?

«Sì e alcuni sono rimasti stupiti».

I nonni vi seguono?

«A vederci i nostri nonni: Rita, Pippo, Piero e Marisa, non sono mai venuti perché hanno paura che ci facciamo male. Però si informano».

Da grandi cosa vi piacerebbe fare?

«L’infermiera al nido come mamma». (La risposta di Noemi).

E tu Asia?

«Per adesso non ho ancora le idee chiare».

Il vostro primo tifoso?

«Babbo».

E mamma cosa dice del vostro amore per il pugilato?

«Mamma Serena quando abbiamo un incontro è preoccupata e vive l’attesa con ansia. A casa però ci fa sempre tanti complimenti indipendentemente dall’esito del match».

Sogni?

«Disputare un match con il titolo tricolore in palio. E magari un giorno mettere il piede su un ring olimpico».

 

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