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Andy re d’Inghilterra Sconfigge Raonic e fa il bis a Londra

di Vezio Trifoni
Andy re d’Inghilterra Sconfigge Raonic e fa il bis a Londra

È la sua seconda vittoria ai Championships dopo il 2013 Partita dura, vinta in 3 set. Coach Lendl batte McEnroe

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Andy Murray è il re di Wimbledon 2016. Lo scozzese supera Milos Raonic in tre set 6-4 7-6 7-6 ed è The Championships. Nel Royal box William e Kate applaudono convinti. Perché, per la seconda volta in quattro anni, è un suddito di sua Maestà a sollevare il trofeo di Wimbledon. E quel suddito è ancora Andy Murray, 29enne scozzese di Dunblane ("indipendentista" per giunta ), numero 2 Atp e secondo favorito del seeding, che ha concesso il bis battendo in finale per 64 76(3) 76(2), in due ore e 47 minuti di gioco, il canadese Milos Raonic, numero 7 del ranking mondiale e sesta testa di serie.

E nella sfida virtuale tra super-coach, Ivan Lendl ha sconfitto John McEnroe, per giunta sull'erba. Murray è diventato il primo britannico plurivincitore ai "The Championships" dai tempi di Fred Perry, trionfatore dal 1934 al 1936. In campo maschile i tennisti della Gran Bretagna a Wimbledon hanno vinto più titoli (37) di qualsiasi altro Paese. Un match atteso perché dopo l'eliminazione di Roger Federer ad opera di Raonic in semifinale tutti avevano pensato che questa finale non fosse la migliore combinazione in termini di spettacolo. Alla fine l'esperienza del già vincitore di Wimbledon ha fatto la differenza.

Una sfida nella sfida che ha visto i due rispettivi coach dei finalisti, John McEnroe e Ivan Lendl, due miti degli anni 80 che si sono affrontati 36 volte nella loro eterna carriera, ma mai in finale a Wimbledon, che hanno cercato di dare suggerimenti ai propri pupilli.

Alla fine è Murray che si conferma e se ci erano voluti 77 anni per dimenticare Fred Perry e ora, a quattro anni dall'oro olimpico di Londra 2012 e a tre dal successo ai Championships del 2013, Murray e il suo coach Ivan Lendl sono nuovamente sul trono più alto del torneo londinese. Alla terza finale Slam di fila in questa stagione Andy ha fatto finalmente centro: in questo 2016 lo scozzese si è davvero avvicinato tanto a Djokovic, anche se negli appuntamenti importanti - Melbourne e Parigi - è sempre stato il serbo a vincere. Certo, Querrey, battendo il serbo, ha fatto un favore a tutti, ma Murray è stato bravo ad approfittarne.

Le speranze del pubblico di casa per un Murray-bis erano immediatamente salite alle stelle: e lui non ha deluso. Anche nel 2013 - con Lendl "in panchina" - Andy aveva centrato l'accoppiata Queen’s - Wimbledon. Con 96 match vinti e 17 persi nella classifica degli "erbivori" ancora in attività Murray è preceduto solo da Federer (147-22), davanti anche per numero di titoli: 15 quelli dello svizzero, 8 per lo scozzese, saldamente al secondo posto. Se il discorso si allarga all'era Open, Andy è al quarto posto insieme a Hewitt e McEnroe dietro a Connors (9), Sampras (10) e Federer.

Raonic non aveva mai raggiunto la finale in un Major: ora ha risolto il problema, primo canadese mai approdato all'ultimo atto di uno Slam maschile (tra le donne ci era riuscita Eugenie Bouchard due anni fa). Ora deve però vincerlo un Grande Slam, e se continuerà a giocare in questo modo e riuscirà a tenere lontani gli infortuni questo potrebbe accadere presto. Aveva chiesto aiuto nientemeno che a John McEnroe - da affiancare come super-coach a Riccardo Piatti e Carlos Moya - per provare a realizzare un sogno: vincere Wimbledon. Ci è andato vicino, ma non abbastanza.

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