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La Labronica gioca con Super Mario

La Labronica gioca con Super Mario

Gigena, per anni star della serie A, arriva da Piombino «Non posso vivere di sola pallacanestro, porterò impegno»

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LIVORNO. La Labronica gioca con Super Mario Gigena. Fino a pochi mesi fa l’arrivo dell’ex giocatore dell’Olimpia Milano in via Pera sembrava roba buona per un gioco elettronico. E invece da un lato la promozione della formazione di coach Bellavista in C silver e dall’altro la necessità del giocatore di avvicinarsi a casa, hanno fatto sì che il sogno diventasse realtà.

Gigena, ala italo-argentina reduce da una un'ottima stagione al Golfo Piombino (Serie B) è stato presentato venerdì dal presidente Maurizio Bianchi. Il curriculum racconta di un campione nato e cresciuto nel Don Bosco Livorno, salvo poi decollare verso il professionismo nel 1999 (Jesi); parentesi a Varese e ancora 3 anni a Jesi, prima del grande salto all'Olimpia Milano dove Gigena rimane per ben quattro stagioni (dal 2003 al 2007, 100 presenze totali fra campionato e coppe europee).

Mario Gigena ha deciso di tornare a casa, accettando l'offerta della Labronica Basket del presidente Bianchi, soprattutto percorrendo una strada parallela al basket nel mondo del lavoro: «Fino ad oggi ho vissuto solo ed esclusivamente di basket, ma a 39 anni diventa tutto più complicato di quando ne hai 20; la scelta - dunque - è derivata dall'incastro di più fattori, inizierò a lavorare e la sera cercherò di portare la mia esperienza dentro alla Labronica».

Il Bon Ton è squadra neo promossa in Serie C Silver, ma la firma di Gigena certifica apertamente l'ambizione di una società in costante ascesa.

«Il marchio Labronica si sta diffondendo rapidamente, da parte mia porterò impegno e professionalità, nella speranza di riuscire a coniugare bene il lavoro con tre soli allenamenti (ride); il progetto è importante, quindi forza gialloneri».

Infine il saluto alla sua ex squadra, il Golfo Piombino.

«In carriera ho girato molto, ma difficilmente ho avuto rimpianti o dedicato troppo tempo a ringraziamenti e saluti; stavolta, però, è diverso, perché a Piombino ho trovato un ambiente particolarmente piacevole, direi familiare, a partire dal presidente Lolini, ai compagni di squadra, un grande gruppo, fino alla tifoseria, la Marea Gialloblù, e la città stessa, in cui ho coltivato amicizie che andranno oltre il basket. Il calore del palazzetto, l'affetto nei miei confronti è stato grande, le cene insieme a dirigenti e tifosi come una grande famiglia, a cantare ridere e scherzare, rimarranno per sempre un bellissimo ricordo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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