Italia
Un gioco con una storia lunga quasi 100 anni
TIRRENIA. Quando si parla di Subbuteo, è difficile non pensare a passione, agonismo, nostalgia. Questo gioco e il suo progenitore, il New Footy, si avviano a raggiungere i 100 anni. Dopo le prime...
TIRRENIA. Quando si parla di Subbuteo, è difficile non pensare a passione, agonismo, nostalgia. Questo gioco e il suo progenitore, il New Footy, si avviano a raggiungere i 100 anni. Dopo le prime produzioni, datate 1919, fu due lustri dopo che, grazie a un inglese di nome Will Keeling, venne introdotto il New Footy.
Il gioco come lo conosciamo oggi, ebbe però la sua esplosione nel dopoguerra, grazie ad un altro inglese, Peter Adolph. È lui il padre del subbuteo, che oggi a distanza di decenni mantiene intatto il suo fascino e in tutto il mondo.
In Italia sbarca nel 1971, grazie a Edilio Parodi, commerciante di giocattoli di Genova che intuì tutta la potenzialità del subbuteo. Fu proprio Parodi che iniziò a organizzare l’attività agonistica e il primo campionato italiano, che si tenne ad Arenzano nel 1974. L’anno seguente, si ha la prima federazione italiana di Subbuteo, la Ficms, Federazione italiana calcio miniatura subbuteo, strutturata come un vero e proprio organismo sportivo. Ecco così i campionati italiani a squadre ed individuali, europei e mondiali, come il vero calcio. Lentamente con l’avvento dei pc e le consolle, i giochi sempre meno manuali, il declino a metà degli anni 90, quando le scatole spariscono dai negozi. In quegli anni però venne fuori lo spirito immortale degli appassionati, seguito dall’arrivo della Fisct, Federazione italiana sport calcio tavolo che iniziò a riorganizzare i giocatori del Bel Paese che si dettero all’evoluzione del gioco, con l’uso di basi piatte.
Il fascino della base basculante non è tuttavia mai cessato. Dopo questo campionato italiano a squadre, il calendario 2016/17, vedrà quattro appuntamenti di Grande Slam, dove oltre che a Bologna e Roma, si giocherà in ottobre a Livorno il Trofeo Italia e poi al Museo del Calcio di Coverciano. La Toscana del collezionista Gianluigi Buffon e del labronico d’adozione Igor Protti (che da bambino dal campo in erba tornato a casa passava con naturalezza a quello in panno), è insomma al centro di tutto il movimento italiano. Non solo Livorno (che potrebbe diventare sede del centro federale) ma anche Pistoia, Viareggio, San Miniato, rappresentano importanti poli. Ci sono giocatori forti e si organizzano tornei nazionali.
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