Il Tirreno

Livorno

scoppia un altro caso

Avellino a rischio? Non ci riguarda

L’inchiesta aperta ieri porterebbe punizioni nella prossima stagione

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. E così è esploso un altro bubbone. Altro filone del calcio scommesse, stavolta addirittura con infiltrazioni mafiose. Sono due le partite per le quali la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ipotizza il reato di frode sportiva: la prima è Modena-Avellino del 17 marzo 2014; la seconda è Avellino-Reggina del 25 maggio dello stesso anno. Gli indagati sono il difensore del Genoa, Armando Izzo; il centrocampista dell'Acireale, Francesco Millesi, già in forza all'Avellino; e l'ex calciatore Luca Pini.

Ci sono speranze che questa inchiesta possa costare la serie B all’Avellino liberando quindi un posto? No, è un’ipotesi praticamente impossibile. Innanzitutto l’Avellino è coinvolto per responsabilità oggettiva e non diretta, quindi al massimo può arrivare una penalizzazione. Ma sarebbe comunque al 99% una penalizzazione da scontare nella prossima stagione.

MARCIA INDIETRO DI ABODI. Intanto, dopo le dichiarazioni assurde di domenica («qualunque cosa verrà decisa dal Collegio di Garanzia del Coni, i playout si giocheranno tra la Salernitana e la Virtus Lanciano»), ieri il presidente della Lega di serie B, Abodi, ha fatto marcia indietro: «Come sempre, credo sia necessario e doveroso da parte mia chiarire un possibile equivoco, in questo caso sul tema "spareggio salvezza". Assumendomene la responsabilità, ho deciso di spostare i playout per rispettare l'esito dei procedimenti della giustizia sportiva. Solo a seguito di tali decisioni sarà possibile determinare le due squadre che scenderanno in campo». Mah, ci convince come l’hacker di Pinsoglio...

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani