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Livorno

Ora salviamo il soldato amaranto

di Alessandro Bernini
Ora salviamo il soldato amaranto

Il Livorno espugna Ascoli e tiene viva la speranza di agguantare i playout e giocarsi la B

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INVIATO A ASCOLI. Roba da pazzi. Mancava solo l'estrema unzione e invece eccoci di nuovo qui a sperare, a sognare, a consumare con gli occhi la classifica e il calendario. Non siamo padroni del nostro destino ma i corvi che aleggiavano già sulla maglia amaranto li abbiamo allontanati. La vittoria di Ascoli e il pareggio della Ternana all'ultimo minuto di recupero a Lanciano rovesciano il mondo e ci regalano uno spiraglio, una luce in fondo al tunnel. Ci giochiamo la possibilità di andare ai playout all'ultima giornata: visto come si erano messe le cose, sembra giù un miracolo.

Cosa puo' succedere. Qua sotto c'è un pezzo dove potete vedere tutto quello che può succedere negli ultimi 90'. Se però volete semplificarvi la vita, allora considerate che il Livorno va ai playout se batte il Lanciano e se il Modena non vince sul campo del Novara. Il resto è quasi fantascienza perché la vittoria della Salernitana contro il Como è scontata. Interessante piuttosto capire cosa può succedere in Novara-Modena. I padroni di casa non sono messi bene nella lotta playoff ma non possono fare regali, a meno che a fine primo tempo l'Entella non stia già dominando a Crotone (ma ne dubitiamo molto): se il Novara vince e l'Entella pareggia, le due squadre arrivano appaiate e in questo caso va ai playoff il Novara.

E se fossero davvero playout? In questo caso il nostro avversario sarebbe probabilmente il Latina. Se tutto fila secondo logica (Salernitana batte il Como, Latina che perde a Pescara) entrambe arrivano a 45 punti ma lo scontro diretto è favorevole ai campani.

Che emozioni. A fine primo tempo pensavamo già alle trasferte del prossimo anno a Ponte a Egola, a Pontedera, sui campi dove da diversi anni pascola il Pisa. Pur in 11 contro 10 il Livorno non riusciva a sbloccare la partita, in più il Lanciano stava vincendo, il Latina idem, addirittura nei primi minuti anche il Modena vinceva. Sembrava l'atto finale di un film scontato.

Invece stavolta i giocatori hanno tirato fuori gli attributi. Ci resta la sensazione che il Livorno abbia sfoderato questa bella prestazione proprio perché stavolta non aveva la pressione addosso: ormai i giocatori (e i tifosi) si sentivano quasi spacciati, in campo la serenità ha consentito di fare cose più semplici. Poi è chiaro che l'espulsione di Giorgi al 40' ci ha semplificato la vita, così come quella di Perez sul 2-1.

La partita. Il Livorno insomma ha giocato molto meglio tante altre volte. Soprattutto come organizzazione, sia in fase difensiva che nella costruzione di gioco. Anche, va detto, grazie a un Ascoli che ha sempre lasciato giocare, concedendo campo. Una partita insomma interpretata in fase difensiva dall'Ascoli, al quale bastava un punto per mettersi al riparo da strani scherzi. E questo alla fine ha condannato i bianconeri.

Nel primo tempo per la verità il portiere dell'Ascoli non ha toccato neanche un pallone, mentre Ricci ha rischiato qualcosa su un retropassaggio di Antonini. L'espulsione di Giorgi al 40' (cacciato dopo il trentesimo fallo consecutivo) ha però disegnato una partita diversa perché la Ternana ha perso anche la solidità difensiva. Il vantaggio al 12' della ripresa di Aramu (bella la sponda di testa di Vantaggiato) ha dato la prima scossa, ma non bastava: un po' perché gli altri risultati non ci favorivano, un po' perché col Livorno non puoi mai stare tranquillo. E infatti al primo tiro in porta, è arrivato l'1-1 firmato da Cinaglia, un difensore che non farebbe mai gol neanche in allenamento.

Ecco, lì sembrava proprio il capolinea amaranto. Invece la reazione è stata micidiale, Aramu su è guadagnato un rigore netto e Vantaggiato dal dischetto ha firmato il 2-1. L'espulsione anche di Perez ha chiuso la partita, col sigillo del 3-1 apposto di nuovo da Aramu nel recupero dopo una marea di gol sprecati. Non bastava neanche quello. Serviva un gol della Ternana o del Vicenza per sperare, serviva un miracolo. Che stavolta è arrivato, grazie a tale Martin Valjent, sloveno di 20 anni che forse non sa neanche dov'è Livorno e che ha firmato l'1-1 della Ternana a Lanciano.

Ora prepariamoci: Si gioca venerdì alle 20.30 contro il Lanciano e il Picchi dovrà tornare lo stadio di inizio anni duemila. Quando presentarsi al Picchi voleva dire entrare nella fossa dei leoni.

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