Italia
I tre moschettieri armati di laurea, amicizia e pallone
Claudio Santini, Gregorio Mazzanti e Roberto Di Vito giocano insieme nel Montecatini e hanno deciso di discutere la tesi lo stesso giorno
MONTECATINI. I tre moschettieri. Storia di tre ragazzi che hanno deciso di laurearsi lo stesso giorno all’Università di Firenze. Fin qui sembrerebbe del tutto normale, ma il dottorato è solo l’epilogo di una amicizia nata non solo sui banchi dell’Ateneo, ma soprattutto sui campi di calcio. Sì, perché Claudio Santini, Gregorio Mazzanti e Roberto Di Vito giocano insieme nel Montecatini squadra rivelazione del campionato di serie D che ha contrastato il passo al Gualdo e al Gavorrano, e venerdì 29 aprile hanno discusso la tesi laureandosi in scienze motorie sport e salute. «Ci conosciamo da tanto tempo - dicono all’unisono - e ci sembrava giusto concludere insieme gli studi anche perché in quest’ultimo anno, oltre ai libri, abbiamo condiviso anche l’esperienza del pallone, in un gruppo fantastico di veri amici, e ci siamo aiutati a vicenda».
Tutti e tre con la testa sulle spalle, sono consapevoli di avere scelto la strada giusta, “abbattendo” lo stereotipo del calciatore senza cervello di una volta. «In questa categorie non si può vivere di solo calcio - attacca Claudio Santini, classe 1992, bomber dei biancoblu e del girone E con 22 reti di Bagno a Ripoli che ha vestito anche le maglie di Prato, Lucchese e Borgo a Buggiano - e lo studio diventa importante. Ho scelto un ramo più possibile vicino al mondo del pallone. Con un po’ di fatica nei primi anni, visto che con Gregorio giocavamo a Gavorrano e non avevamo la possibilità di frequentare l’Università, superati poi grazie all’impegno e allo spronarci reciprocamente anche con Roberto che si è unito a noi in corsa (Mazzanti e Di Vito si sono conosciuti a Montermurlo, ndr.). Il mio obiettivo è quello di aprire una palestra e poi un centro di riabilitazione, ma dentro di me c’è ancora forte l’ambizione di giocare su palcoscenici più importanti».
«L’Università - afferma il difensore Gregorio Mazzanti classe 1992 di Campi Bisenzio, cresciuto nelle giovanili dell’Empoli - per me è stata importante. E logico che chi gioca coltivi il sogno di calcare il terreno di stadi più importanti, ma il futuro passa dallo studio anche perché la laurea mi permetterà di restare a contatto con il mondo del calcio. Come ha detto Claudio è stato fondamentale aiutarci a vicenda».
«Sono contento di questa scelta - spiega Roberto Di Vito, classe 1991, difensore di Prato, un passato nelle giovanili dell’Empoli e un’esperienza in Australia - e per questo devo ringraziare i miei genitori. Per me il calcio è sempre stato un sogno e spero di continuare a giocare per tanto tempo, ma la realtà dei dilettanti è diversa da quella del dorato mondo dei massimi livelli, per cui è giusto costruirsi un futuro. Mi piacerebbe aprire una palestra, ma non voglio scartare l’idea di fare l’allenatore. Qui a Montecatini sto vivendo una delle più belle pagine della mia carriera calcistica. L’Australia? Una parentesi chiusa quasi subito perché per uno straniero ci sono intoppi legati alla burocrazia».
E come nel libro di Alexandre Dumas, spunta anche D’Artagnan alias Lorenzo Tafi, compagno di squadre dei tre, che si laurererà nella stessa facoltà dell’ateneo fiorentino, l’anno prossimo. Montecatini ovvero una squadra di “dottori”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
