Protti e Lucarelli se ne vanno dal Tuttocuoio, il ritorno a Livorno è più vicino
Esonerati direttore sportivo e tecnico, intanto Spinelli sembra sempre più convinto di non cedere e puntare sui due ex amaranto
LIVORNO. La notizia è arrivata in serata, ma non come un fulmine a ciel sereno. Il Tuttocuioio ha deciso di rompere sia con l’allenatore Cristiano Lucarelli che con Igor Protti, i simboli della nostra storia recente. Neanche una stretta di mano, un semplice comunicato e addio.
Al di là delle vicende del Tuttocuoio che ci interessano fino a un certo punto, è chiaro che adesso si aprono nuovi scenari in casa amaranto.
SPINELLI E LA CESSIONE. Tutto parte dalla sensazione (che trova conferme anche da fonti genovesi) che Aldo Spinelli non sia per niente convinto di cedere il Livorno. Strano, perché nei periodi di risultati negativi, il presidente è sempre andato in depressione, il che portava alle dichiarazioni abituali “sono stanco, basta, me ne vado”. Adesso non è così.
Chi conosce Spinelli, garantisce che lui ci crede ancora alla salvezza. Fa piacere, anche se non cambia il fatto che questa stagione è stata gestita in maniera sciagurata. Non solo, ma il presidente (inutile prenderci in giro, si sarà anche dimesso ma il presidente-padrone resta lui) a quanto pare avrebbe comunque nella testa sia un piano B che un piano C, giusto per usare le lettere più adeguate alle circostanze e alle categorie.
Il tutto mentre, dei due gruppi interessati al Livorno, uno è sempre attivo e in collegamento costante con Genova. Ma con Roberto Spinelli, non col padre. Ed è chiaro che non sapere la categoria della prossima stagione, frena lo sviluppo.
QUALE PROGETTO? È evidente che a Livorno la popolarità di Aldo Spinelli ha subito un brutto colpo. In molti vorrebbero una cessione senza se e senza ma. Ma c’è ancora chi considera Spinelli la soluzione migliore anche per la serie C.
La guerra tra pro e anti Spinelli ha fatto solo danni, anche nella tifoseria. Qui piuttosto bisognerebbe parlare di programmi, di progetti, di ambizioni. Se Spinelli ce li ha, vada avanti. Se però deve tenere il Livorno per forza d’inerzia, senza un briciolo di ambizione, allora non ha senso prolungare questa che rischia di diventare un’agonia.
Spinelli deve semplicemente parlare chiaro, cosa che non fa ormai da diverso tempo.
PROTTI E LUCARELLI. E qui si inserisce l’argomento Protti e Lucarelli. Entrambi hanno avuto un contatto “amichevole” con Spinelli circa un mese fa. Da allora niente più. Ma nella sua testa Spinelli non ha affatto abbandonato l’idea di puntare sui due simboli della nostra storia recente per far rialzare il Livorno e anche la sua popolarità. A pensar male sembrerebbe quasi una “mossa elettorale” perfetta, ma almeno per ora vogliamo credere che dietro ci sia un piano serio.
Il ruolo di Lucarelli è chiaro, lui verrebbe come allenatore. Da definire invece sarebbero i contorni e i confini del ruolo di Igor Protti, un po’ team manager e un po’ dg. Non è chiaro però (e secondo noi non lo ha chiaro neanche Spinelli) se questo piano sia valido sia in caso di permanenza in serie B che in caso di retrocessione in C. Soprattutto per il ruolo di allenatore, visto che una miracolosa salvezza farebbe salire le azioni di Gelain.
L’importante, lo ripetiamo, è che Aldo Spinelli parli chiaro. Il tempo delle scommesse è finito, ora servono i fatti.
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