Meteo
«Pronti a salvare l’aereo Mundial». Il Dc9 di Pertini e Zoff rischia la demolizione, ecco l’idea: a Coverciano il salottino dello scopone
Luca Cordero: Alitalia è pronta a cedere il velivolo gratis ma per il momento non si è fatto avanti nessun pretendente. Ciccio Graziani: Un’occasione da non perdere, bisogna preservare un pezzo di storia, voglio salire a bordo e giocare a pallone con Zoff e Causio
La Storia del calcio, quel giorno, fu scritta a novemila metri di altezza. Tutta l’Italia del pallone, ancora ebbra di gioia, era seduta idealmente in quel salottino a quattro posti, a bordo del Dc90 Alitalia che riportava i campioni del mondo da Madrid a Roma. Stavamo giocando tutti a scopone insieme al presidente Sandro Pertini, a Dino Zoff, a Franco Causio e al ct Enzo Bearzot.
Un’immagine che fece il giro del mondo, la raffigurazione plastica di un paese, di una nazione mai come allora unita a doppio filo alla sua rappresentativa: calcio e politica, calcio e istituzioni, calcio e popolo, il pallone come orgoglio e forma di riscatto. Insomma, la storia, non solo quella della sfera di cuoio, quel radioso pomeriggio di luglio volò a bordo di quel Dc9 che oggi, malinconicamente dimenticato da tutti, giace in una anonima pista di Fiumicino, gigante addormentato e così vecchio da essere destinato alla demolizione. Un momento. Il monumento con le ali, l’aereo che suggellò il trionfo spagnolo può finire in un mucchio di ferraglia? Il mondo del calcio dice di no, forte e chiaro. La memoria dev’essere preservata, magari soltanto il salottino dello scopone potrebbe essere smontato e trasportato in blocco al museo del calcio di Coverciano, nella hall of fame voluta da Tavecchio. E’ un'ipotesi, al momento, ma i primi passi si stanno muovendo proprio in questi giorni. E i vertici della Figc hanno già preso contatto con Alitalia per studiare una soluzione che preservi una parte della storia del calcio italiano. Gli stessi eroi di Spagna sono scesi in campo in prima persona. La storia sono loro e quell’aereo è parte di loro.
«Salvate il Dc9», l’appello lanciato da Ciccio Graziani, che di quella formidabile squadra fu il centravanti. «Il calcio non può perdere quest’occasione - dice l’ex attaccante di Torino, Fiorentina e Roma, oggi commentatore in radio e tv - quell’aereo o parte di esso deve finire al Museo di Coverciano. Fa parte della storia del calcio e del paese». Per salvarlo, Ciccio è disposto «anche a salire sul DC9 e giocare una partita con Dino Zoff, Franco Causio e magari l’attuale presidente». E sulla partita tra Zoff, Causio, Pertini e Bearzot, Graziani racconta la verità finora nascosta. «Sulla scopa di sette aveva ragione Dino, sbagliò Pertini la giocata. Ma quest’ultimo si arrabbiò e il nostro capitano disse a me e Dossena che non poteva mica contraddire il presidente. E si prese la colpa. Pertini era un grande presidente, ma a giocare a scopone non era capace». Ricorda, Graziani, anche «il segretario Maccanico che non voleva far atterrare l’aereo a Ciampino, milioni di persone invadevano la pista e la strada fino a Roma. Ma le ragioni di Stato e della sicurezza vennero meno di fronte a quelle del cuore e del popolo: Pertini era il presidente della gente, sapeva che il bagno di folla era doveroso».
Su quell’aereo, in mezzo agli altri giornalisti, anche un pezzo del nostro Tirreno: Vinicio Saltini, inviato in Spagna, e autore di corrispondenze indimenticabili.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:sport:1.13107498:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13107498:1652190498/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Anche la politica si sta muovendo, su. un fronte traversale, per salvare il Dc9 «Pertini, Bearzot, Zoff, Causio: un’immagine che vale un Mondiale», spiega il deputato del Pd Luca Di Bartolomei, il primo a lanciare l’allarme: «Oggi quell’aeroplano sta per essere demolito. Sarebbe bello - dice oggi l’esponente Pd - se Alitalia smontasse quel pezzo di storia dello sport e la Figc trovasse un posto per ricreare quella scena all’interno del Museo del Calcio di Firenze».
Le iniziative si moltiplicano. Come quella di Volandia, il Museo del volo nell'area dell'aeroporto di Malpensa, che ha offerto la propria disponibilità per restaurare e ospitare l'aereo di proprietà di Alitalia. E ha chiesto ai campioni dell'82 di appoggiare l'iniziativa «in modo che, anche le generazioni che non hanno vissuto quei momenti magici, possano conoscere da vicino un pezzo di storia dello sport e del Paese». Una richiesta già avanzata attraverso una lettera ad Alitalia inviata dal presidente di Volandia, Marco Reguzzoni, che ha avviato contatti con la compagnia di bandiera. «Il DC 9 dei Mondiali deve rimanere in un museo che abbia tutte le capacità e caratteristiche per valorizzarlo al meglio - si legge in una nota di Volandia - evitando che sia abbandonato o peggio ancora demolito. Volandia ha le carte in regola per essere la location più adatta a conservarlo: i volontari del museo - oltre 180 maestranze del settore aeronautico - si sono già detti pronti all'opera di restauro».
«Siamo pronti a regalarlo, ma finora non abbiamo trovato nessuno disponibile», ha spiegato il presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo.
Il manager ha spiegato che la compagnia ha finora fatto tutto il possibile per salvaguardare il simbolo di una vittoria storica. Magari, adesso, serve un ultima spinta, mettendoci la faccia, da parte di quei personaggi che scrissero la storia del nostro calcio. Perchè idealmente quel Dc9 torni a volare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
