Il Tirreno

Livorno

Livorno, questa non la meritavi

di Alessandro Bernini
Livorno, questa non la meritavi

Amaranto svegli e combattivi: raddrizzano la partita con Vergara, poi quel gol irregolare...

4 MINUTI DI LETTURA





INVIATO AD AVELLINO. Difendiamo Treviso. Ora più che mai. Perché la squadra che ha perso ad Avellino è il "nostro" Livorno: undici maglie amaranto intrise di sudore che combattono, che meritano più di quanto conquistano, che escono dal campo quasi con le lacrime agli occhi. Torniamo a casa con zero punti e tanta rabbia ma giocando così ce la possiamo fare. Scenda dal carro chi ha voglia di gettare veleno.

A TESTA ALTA. Non meritava di perdere il Livorno. Riguardatevi le azioni da gol: ne abbiamo avute almeno 7-8 clamorose, roba che una squadra di fondo classifica costruisce in 4 partite. Forse anche il pareggio ci sarebbe stato stretto.

Oltretutto il gol del 2-1 era da annullare per un netto fuorigioco.. Sul tiro di Mokulu, c'è la deviazione di Joao Silva che si trova in posizione irregolare. E anche se non avesse toccato la palla, si trovava davanti a Pinsoglio e impediva la visuale: dunque fuorigioco passivo. Ma, lo ripetiamo, le immagini dimostrano che oltretutto Joao Silva tocca anche il pallone.

E quel gol di Tavano? Non segnava dal 12 dicembre, figuriamoci se non resuscitava proprio contro il Livorno. Tra l'altro con un colpo pazzesco, stinco pieno al volo e palla nel sette sul secondo palo. Chi racconta che voleva mettere la palla lì, merita la camicia di forza.

CHE SPRECO. Cosa imputare a questa squadra. Forse solo due cose. 1) aver mantenuto solo per 5 minuti il vantaggio, e in certi momenti serve un po' di personalità in più. 2) aver sprecato troppe occasioni da reti. Ecco, questo è il vero cruccio che ci lascerà i bruciori di stomaco

LUCI FUORI E 4-3-1-2. Panucci stavolta se l'è giocata con un centrocampo più muscolare, tant'è che oltre a Jelenic (fuori per squalifica) ha escluso dall'undici titolare anche il capitano Luci (come a Spezia) puntando su due mediani puri ovvero Biagianti e Cazzola, con il primo spedito sul centrosinistra. E la mossa sotto il profilo del gioco ha dato ottimi frutti, anche perché Panucci ha piazzato Vajushi non largo ma dietro a Baez e Vantaggiato, con due compiti: buttarsi negli spazi e marcare praticamente a uomo Arini.

Purtroppo alla fine resta solo la sconfitta, ma sarebbe ingiusto cancellare quanto di buono ci ha consegnato la partita. Che è tanto.

DOMINIO E POI… Certo che viene da mangiarsi le mani e anche le braccia a ripensare cosa è successo nel primo tempo. Un dominio in lungo e in largo, con l'Avellino a tratti assediato nella propria area e almeno 4 nitide palle-gol che non abbiamo sfruttato. Schiavone, Vergara, Baez, Biagianti, Vantaggiati, ci sarebbe quasi da perdere il conto delle occasioni avute per passare in vantaggio. Ecco perchése il Livorno fosse stato in vantaggio 2-0 all'intervallo nessuno avrebbe detto niente.

E invece proprio in chiusura di tempo è arrivato il gol di Ciccio Tavano. Per carità, il merito dell'attaccante di Avellino è di averci provato, ma se ci riprova 100 volte, la palla va 80 volte al bar e 20 volte in curva. Stavolta no, doveva andare dentro. Onestamente si fa anche fatica a dare colpe ai difensori amaranto per questo gol. Comunque, potete immaginare con che animo distrutto i giocatori del Livorno sono andati nello spogliatoio all'intervallo.

I CINQUE MINUTI. C’era comunque la consapevolezza che, continuando a giocare così, si poteva cambiare il corso della partita. E ci siamo illusi quando al 9’ Vergara da due passi ha infilato in rete dopo l’ennesimo assalto degli amaranto.

«Forza, ora andiamo a vincerla», ha gridato Panucci alla squadra mentre i giocatori si abbracciavano per l’1-1. Magari. Purtroppo dietro l’angolo c’era un’altra beffa. Sul gol della vittoria dell’Avellino si poteva fare meglio in difesa? Forse sì. Ma resta il fatto che la rete era da annullare perché Joao Silva era in posizione irregolare e copriva la visuale di Pinsoglio. Dunque cambia poco se tocca o non tocca la palla.

Sotto 2-1, il Livorno ha accusato un po’ il colpo ma poi ha ripreso a macinare gioco. Con orgoglio, con forza di volontà. con il cuore. Non ce l’abbiamo fatta, perché nello sport capita anche che il più bravo deve abbassare la testa.

E ORA IL CROTONE. Persa la battaglia, ci resta la guerra. Quella che deve condurci alla difesa della serie B. I confini si sono assottigliati, il nemico è alle porte. Ma siamo vivi. Martedì c’è il Crotone, ci attende un’altra serata da vivere col cuore in gola.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana