Il Tirreno

Livorno

Con Panucci Carnevale amaranto

di Alessandro Bernini
Con Panucci Carnevale amaranto

Grande vittoria a Brescia, il Livorno ritrova i tre punti dopo quasi tre mesi di digiuno

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INVIATO A BRESCIA. Mettiamola così: il campionato delle altre squadre di B dura 42 giornate, il nostro 33. Le restante 9 le abbiamo regalate. Imbarazzante la gestione Mutti: persona squisita, per carità, ma per due mesi siamo andati a farci prendere a pallonate da tutte e l'esonero è arrivato con almeno un mese di ritardo. Proviamo a scordarci il passato (non facile vista la classifica) e riprendiamoci il futuro. Grande vittoria quella di Brescia, squadra che aveva 14 punti più di noi, quarta in classifica e non aveva mai perso in casa. Erano tre mesi che il Livorno non vinceva, dal 31 ottobre. Panucci in una partita in tribuna ha fatto gli stessi punti di Mutti in due mesi. L'incubo è finito.

I MERITI DI PANUCCI. Chiariamo. Se avessimo perso 3-0, avremmo detto che non era colpa di Panucci perché aveva avuto a disposizione tre soli allenamenti. Eppure in questa vittoria c'è molto di Christian, della sua sfrontatezza, della sua voglia di vedere giocare calcio.

Squadra depressa, che non vince mai, e lui cosa fa? Va sul campo della quarta in classifica con quattro attaccanti più o meno puri: Vantaggiato, Jelenic, Vajushi e Baez. Come a dire "io sono qui per giocarmela, dietro ad aspettare non ci sto". Poi è chiaro che nel calcio l'episodio più o meno favorevole ti può cambiare una partita, però questa formazione è stata un segnale forte lanciato alla squadra. E ha avuto ragione lui.

INCARTA E PORTA A CASA. Visto che il mercato si chiude domani, non esaltiamoci troppo. Altrimenti si pensa di essere a posto così. Qualche problemino c'è stato anche ieri. Errori in difesa pericolosi, squadra che sul 3-1 (pur in 11 contro 10) ha un po' sofferto, qualche ripartenza da sfruttare meglio.

Ma considerando il gioco pietoso fino allo scorsa settimana, sarebbe come trovare non il pelo nell'uovo ma il pelo nel pollaio, il pelo nelle campagne toscane, il pelo nelle campagne di tutto il mondo.

LA RIVOLUZIONE. Di solito le rivoluzioni di pochi giorni sono sanguinose. Stavolta l’unico sangue è stato quello che colava dagli occhi dei tifosi bresciani, inferociti contro l’arbitro per l’espulsione di Martinelli. Si vede che erano abituati bene. Sapessero cosa ha passato il Livorno con gli arbitri...

Chiaro che non è stata una partita sul velluto. Era il minimo. I 5 angoli battuti nei primi 11 minuti dal Brescia, sono stati lo specchio di un Livorno che ha avuto bisogno di un po’ di tempo per assestarsi. Inevitabile vista la trasformazione radicale imposta da Panucci. Ma va detto che tranne un tiro di Caracciolo parato da Pinsoglio (ma che errore Borghese…), il Brescia non ha mai fatto male.

Anzi, a passare è stato proprio il Livorno, che magari non era molto coordinato nelle ripartenze, ma aveva comunque uomini per pungere. Il gol, al solito, di Daniele Vantaggiato: un gran destro dal limite dopo un rinvio sbilenco di Coly.

Quando dopo quattro minuti il Brescia ha pareggiato (bell’azione), bisogna essere onesti, abbiamo avuto la sensazione che anche stavolta non ce n’era pane secco. Forse perché depressi pure noi da quanto visto negli ultimi due mesi. Quando al primo cazzotto, il Livorno crollava.

Invece stavolta gli amaranto non si sono affatto squagliati. E nel secondo tempo hanno firmato il loro capolavoro nel giro di meno di 4 minuti: 200 secondi che hanno stravolto i lineamenti della partita. All’11 il gol di Jelenic dopo una serpentina di Baez, al 12’ il rosso a Mazzitelli per un fallo su Baez e Brescia in dieci uomini, al 14’ stacco di testa di Borghese e rete del 3-1.

Pazzesco. Non segnavamo tre gol dal Ternana-Livorno 2-3 del 21 settembre, quando si interruppe la nostra striscia da favola di quattro vittorie. E le reti potevano essere anche di più se non fosse stato per qualche contropiede non sfruttato e un paio di parate di Minelli. Ma va bene così. Cavolo se va bene così. Anzi, questo 3-1 (proprio come all’andata) ci dà quasi la sensazione di aver ripreso il filo del discorso da dove l’avevamo lasciato, ovvero dal 3-2 alla Ternana.

Ora evitiamo voli di fantasia. In serata, guardando la classifica, c’era già chi commentava “siamo solo a 8 punti dai playoff...”. Via, non esageriamo. Fino a ieri il Livorno era già retrocesso, ora si guarda i playoff. Lasciamo stare che è deleterio, pensiamo che le ultime sono ancora lì. Ma pensiamoci col sorriso, con fiducia, non col terrore. Perché da Brescia può iniziare davvero una nuova vita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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