Livorno, un silenzio che può uccidere
Ancora avanti con Mutti, nessun acquisto e società immobile: ma cosa si aspetta? Intanto i tifosi si devono compattare
LIVORNO. Ad ascoltare Aldo Spinelli (leggete l’intervista a fianco) sembra che Livorno sia un’isola felice. Ma sì. Andiamo avanti con le sconfitte e andiamo avanti con l’immobilismo. A volte sembra di non capire a che gioco stiamo (stiano...) giocando.
Qui nel giro di due mesi siamo precipitati dai playoff ai playout, la squadra è involuta nel gioco, il morale è sotto i tacchi e ci sono anche comportamenti ben poco professionali tipo quello di Vajushi a Pescara. A fronte di tutto questo, che cosa sta facendo la società? Niente. Aldo Spinelli è contento, ogni occasione è buona per elogiare Bortolo Mutti che intanto prosegue nella sua striscia record: 1 vittoria nelle ultime 19 partite.
Perdonateci, ma lo Spinelli buonista non ci piace. Questo è il momento nel quale Spinelli deve fare il comandante e il timoniere della barca, con un tragitto chiaro, con un equipaggio di cui si fida. Serve una società decisionista, non passiva.
Quasi 20 giorni di mercato se ne sono andati. E a oggi la realtà dei fatti è che sono partiti due giocatori e ne è arrivato uno solo, che aveva giocato 66 minuti in cinque mesi in una squadra mediocre come il Latina. Se poi si pensa di poter fare il salto con Baez, classe 1995, Primavera della Fiorentina, allora beh...
Ricapitolando. Non si cambia un allenatore che ha fatto 2 punti in 8 partite, non si rinforza la squadra, non si cerca di dare una scossa a un ambiente depresso. Cosa si pensa, che lo Spirito Santo d’improvviso cali sul cielo di Livorno?
Per carità, noi restiamo dell’opinione che questa squadra non sia debole, c’è qualità e ci sono i giocatori per mettersi alle spalle almeno 7-8 avversarie. Quindi magari si svegliano. Magari. E se invece non succede? Qui si danno per scontate troppe cose.
Intanto anche i tifosi potrebbero fare la loro parte. Almeno quei 5mila che ci sono sempre e comunque. A Livorno se non siamo divisi non siamo contenti: pro Spinelli, anti Spinelli, pro striscioni, anti striscioni, ce n’è per tutti i gusti. Adesso serve un patto d’acciaio, bisogna accantonare divisioni e fratture, bisogna unirsi sotto la bandiera del Livorno perché poi alla fine quella resta sempre. Lunedì c’è il Como. Prepariamoci bene, tutti insieme. Iniziamo a mettere il bene della maglia davanti a tutto.
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