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Inter, cercasi pericolosità Ora si stringe per Lavezzi

I nerazzurri non segnano e non vincono più, Ausilio si butta sul «Pocho» Balotelli contattato dal West Ham, Galliani non lo molla. Gervinho resta a Roma

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MILANO. Quattro punti nelle ultime quattro gare e primi segnali d'allarme per l'Inter. Il pari di ieri contro l'Atalanta, ha messo in luce i limiti di una squadra ancora incompiuta. L'attacco è inconsistente, la difesa si è scoperta all'improvviso imperfetta. Colpisce la mancanza d'armonia del gruppo e la difficoltà nel costruire gioco. La classifica è ancora corta e c'è tempo per migliorare, ma per centrare il terzo posto o addirittura correre per lo scudetto, servono rinforzi dal mercato e cessioni intelligenti: bisogna correre ai ripari per non rischiare di perdere il treno per l'Europa. Nell'ultimo mese l'Inter ha vinto una sola partita. Nella cinica macchina nerazzurra qualcosa deve essersi rotto. Non è un caso che le difficoltà siano emerse proprio dopo la sconfitta contro la Lazio e i primi screzi nello spogliatoio. La forza dell'Inter era sopperire alla mancanza di qualità con la compattezza del gruppo. La coesione però ora è minata dal nervosismo e dalla mancanza di risultati. Anche i continui cambi di modulo e di interpreti decisi da Mancini lasciano perplessi. Sabato l'ennesimo «pizzino» per stravolgere l'assetto in campo a partita in corso: dall'iniziale rombo, al 3-5-2 finale. Il tecnico è alla continua ricerca del modulo giusto per ottenere risultati. In attacco, i singoli sono più portati a mettere in luce se stessi piuttosto che i compagni: una guerra interna per una maglia da titolare. Rispetto alle rivali scudetto, la rosa dell'Inter ha meno qualità. Il faraonico mercato della scorsa estate ha rivoluzionato la squadra, ma alcuni giocatori stanno deludendo. Perisic è costato 16 milioni, troppi allo stato attuale. Kondogbia ha bisogno di tempo, ma questo campionato così equilibrato non ne concede. I 31 milioni versati al Monaco sono una cifra spropositata, per quanto dimostrato dal francese. Oltre ai nuovi innesti anche le prestazioni dei 'vecchì sono al di sotto delle aspettative: Icardi non è un giocatore all'altezza della passata stagione e fatica ancora a concretizzare sotto rete. Il ds Piero Ausilio dovrà quindi rimboccarsi le maniche e attraverso le cessioni, costruire il tesoretto per puntare a Soriano, Eder e magari Lavezzi già a gennaio. La rosa deve essere sfoltita: undici difensori sono troppi. Napoli e Juventus, pur avendo gli impegni nelle Coppe, ne contano solo otto. Vidic rescinderà, Dodò è promesso alla Sampdoria e per Ranocchia c'è l'interesse anche del Milan, ma si tratta sull'obbligo di riscatto. Guarin, che ha sciupato tante occasioni, è stato il peggiore in campo con l'Atalanta ed è una promessa mancata. Anche i tifosi sono esasperati e nei giorni scorsi hanno chiesto la cessione del centrocampista coniando il simpatico hashtag «Prey For Guarin in Cina».

Il West Ham vuole riportare Balotelli in Premier League. Dall’Inghilterra fanno sapere che l’attaccante del Milan, in fase di recupero dopo un lungo infortunio, avrebbe dato l’ok a un taglio dell’ingaggio per dire sì a Bilic, manager degli Hammers, alle prese con il nuovo infortunio di Carroll. Difficile però che il Milan, dopo l’addio a Luiz Adriano, si privi anche di SuperMario, specialmente adesso che è sul punto di tornare in campo. Spalletti, dopo il poco esaltante esordio con il Verona, frena l’addio di Gervinho, corteggiatissimo dallo Jiangsu, club cinese che continua a premere con l’Inter per Guarin. «Gervinho? Ne servirebbero due... » afferma il tecnico giallorosso.

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